POLITICA È accaduto a Michelangelo Giumanini, organizzatore del primo Meetup di Udine. Il Movimento ribadisce: «sovranità alle assemblee degli attivisti»
3.11.2012 | 19.00 – È stato ripetutamente sfiduciato dalla sua stessa assemblea Michelangelo Giumanini, coordinatore del Movimento 5 Stelle e organizzatore del primo Meetup di Udine. Ma l’ “organizer” del M5S sembra non aver tratto le debite conseguenze da questi continui richiami, cioè non ha rassegnato le dimissioni dall’incarico.Anzi il Movimento 5 Stelle Fvg sostiene, tramite un comunicato stampa, che Giumanini, non contento di essersi rifiutato di «consegnare le chiavi di accesso informatiche», data la sfiducia da parte del gruppo nei suoi confronti, si è presentato in qualità di leader del Movimento in televisione e sui giornali «calpestando così la volontà e il rispetto degli attivisti del suo territorio». La conseguenza è la decisione, da parte dello stesso Movimento 5 Stelle, di «non considerarlo più tra i possibili candidati per le elezioni regionali».
Viene ribadito, nel comunicato, un principio fondamentale che ispira il Movimento fondato dal comico Beppe Grillo, quello che «chiunque violi il principio fondamentale di democrazia viene allontanato, per salvaguardare le nostre idee e la nostra dignità».
Per questo motivo il Movimento riferisce e sottolinea che, nel caso specifico di Giumanini, egli è « libero di esprimersi dove e come meglio crede» ma non può parlare per conto del Movimento 5 Stelle FVG, perché gli unici autorizzati ad usare simbolo e nome del Movimento 5 Stelle FVG , sono i portavoce eletti dalle assemblee dei promotori della lista certificata dallo stesso Beppe Grillo.
Perché, come succede in tutti i partiti e movimenti politici, ci possono essere idee, proposte e punti di vista diversi, ma sembra che per il Movimento 5 Stelle le parole d’ordine siano: «la sovranità spetta alle assemblee degli attivisti».
Alexandra Del Bianco


