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giovedì, 1 Dicembre 2022

Colombo

I rapinatori scappano con 400 mila euro prima dell’arrivo della polizia

30.10.2012 | 9.20 E’ avvenuta alle 5 e 30 del mattino, sul tratto autostradale Brescia-Milano, la rapina ad opera di un commando di uomini armati a un furgone portavalori, contenente circa 2 milioni di euro. Il gruppo per commettere il furto ha sfruttato il poco traffico e le condizioni atmosferiche sfavorevoli.

 

La polizia stradale, intervenuta sul luogo qualche ora dopo in elicottero, ha constatato che non ci sono stati feriti e spiega la modalità della rapina.
I banditi hanno bloccato la carreggiata con le proprie auto per poi sparare diversi colpi a scopo intimidatorio verso i 3 vigilantes nel furgone i quali non hanno risposto al fuoco. Utilizzando una sega circolare flex, adoperata anche per altri colpi, hanno aperto il portellone del furgone, prelevato alcuni plichi di banconote e si sono dati alla fuga nella corsia opposta dove sono saliti su delle macchine guidate da complici. Prima di scappare uno dei banditi ha dato fuoco alle auto dalle quali erano scesi.

Alle telecamere dei cronisti Giuseppe Errani, guardia giurata alla guida del mezzo al momento della rapina, commenta la vicenda ancora sotto choc: “Ho pensato di poter morire, è stato terribile”.

Una pattuglia della Stradale ha cercato, con scarsi risultati, di intercettare i rapinatori che purtroppo erano bene organizzati. Infatti, dopo aver riabbandonato le automobili sulle quali viaggiavano, hanno raggiunto delle vetture situate su una strada di campagna adiacente.

Numerose le ipotesi inerenti l’identità dei fuorilegge formulate dagli investigatori di polizia e carabinieri. Inizialmente è stata presa in esame l’idea che i rapinatori potessero appartenere agli accampamenti di giostrai situati in quella zona. A riguardo sono state attuate numerose perquisizioni, senza risultato. Analizzando poi le modalità del colpo, gli uomini delle forze dell’ordine hanno escluso una probabile azione di autofinanziamento terroristico. Hanno pensato invece ad un colpo ad opera della “banda dei sardi” capitanata da Arturo Cossu, pericoloso latitante.

A seguito della vicenda Alfredo Rinaldis, segretario provinciale del sindacato nazionale guardie giurate nonché collega delle vittime dichiara fermamente: “Ci vuole una legge che tuteli maggiormente questa categoria di lavoratori ad alto rischio”.

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