CRONACA Lavorava per una società che realizza fotorilievi per il programma Google Maps

7.9.2012 | 18.48 – Era decollato dall’aeroporto di Montichiari e si stava dirigendo verso quello dell’Urbe un Cessna precipitato verso le 13.15 in via di Fioranello a Roma, proprio dove si trova un deposito giudiziario, vicino al santuario del Divino Amore. Le due persone a bordo del piccolo velivolo sono morte.
I vigili del fuoco, dopo aver spento le fiamme visibili in tutta la zona sud di Roma, hanno estratto da quello che restava dell’abitacolo i corpi carbonizzati del pilota Alfred Segariol, triestino di 50 anni, e del passeggero Antonio Salvoldi, bresciano di 39 anni.
La tragedia poteva avere contorni ancora più gravi. I sei operai che stavano lavorando all’interno dell’autodemolitore a Ciampino su cui è precipitato il Cessna, sono infatti riusciti a scappare prima di essere avvolti dalle fiamme. Nella struttura si trovavano anche delle bombole a gas che però non sono esplose.
Le indagini sono in corso per chiarire le dinamiche dell’incidente. L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha aperto un’inchiesta. Le prime testimonianze parlano di un velivolo in difficoltà con il motore spento nei momenti precedenti l’impatto fatale. Forse Segariol ha tentato un ultimo, estremo, tentativo di atterraggio.
Segariol e Salvoldi erano colleghi. Entrambi lavoravano per la ditta Rossi aerofotogrammetria Brescia srl. Stavano realizzando dei fotorilievi per delle immagini che la società avrebbe fornito a Google per Google Maps.
Triestino di nascita, ma a Bologna da alcuni anni, Alfred Segariol, aveva lasciato la città da alcuni anni e faceva parte degli “Amici del volo” di Trieste. I famigliari risiedono ancora in città.


