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mercoledì, 28 Settembre 2022

Soul e adrenalina, tutti in piedi al Castello di Udine per Nina Zilli

MUSICA Grinta, carattere, voce sempre convincente, la cantante emiliana grande protagonista di Udin&Jazz

9.7.2012 | 17.59 – Una voce esplosiva abbinata a un’energia a dir poco incontenibile, è stato questo il mix con cui Nina Zilli ha entusiasmato il pubblico salito sul Piazzale del Castello di Udine per assistere all’unica tappa regionale del suo “L’amore è femmina tour”. Accompagnata dai sei componenti della band, la cantante emiliana si è presentata sul palco della manifestazione Udin&Jazz davvero raggiante nel suo abitino viola svolazzante, con coda di cavallo laterale e vertiginosi tacchi verde sgargiante: “Buonasera Udin&Jazz, siete pronti per un po’ di musica soul?”. 

Per le strade”, “L’inverno all’improvviso”, la cover “Never Never Never” (Grande Grande Grande) di Mina – canzone con cui la Zilli ha duettato a Sanremo assieme a Skye dei Morcheeba – e “Piangono le viole” sono i brani con cui la regina del soul ha “scaldato” il pubblico e successivamente lo ha invitato ad alzare le mani e a scandire il ritmo assieme a lei.

La grinta di Nina strappa applausi dopo ogni brano e continue sono le urla di approvazione: “Vai Nina” “ Brava”, lei sorride, ringrazia e indirizza indistintamente baci e occhiolini verso la folla. “Per sempre” e il singolo che l’ha lanciata “50 mila” – nella versione originale cantata con l’amico Giuliano Palma – sono sicuramente i brani più coinvolgenti, perché cantati a memoria da tutto il pubblico presente. Poi, prima di esibirsi in “Tutto bene”, Nina rivolge una dedica speciale: “Ai giovani che credono che il lavoro sia un diritto […] e ai politici che mentre la situazione peggiora dicono che va sempre tutto bene”; la Zilli è una ragazza tosta, con le idee piuttosto chiare.

Straordinari anche brani come “Un’altra estate” – scritta in collaborazione con la poetessa Carmen Consoli – e “Bacio d’a(d)dio”, ma Nina dà il meglio di sé in “You Can’t Hurry Love” delle Supremes cantata nella versione italiana di “L’amore verrà” – una carica di energia allo stato puro, che quasi si fatica a dover restare seduti – e “L’uomo che amava le donne”, brano con il quale ha ottenuto il Premio della Critica Mia Martini e il Premio della Sala  Stampa Radio e Tv, durante la 60esima edizione del Festival di Sanremo.

Dopo un’ora e mezza di concerto, dove Nina ha spaziato tra cover, brani del precedente album “Sempre lontano” e dell’ultimo lavoro “L’amore è femmina”, quattro sono i bis proposti, due in italiano e due in inglese con “Ain’t got no” di Nina Simone – idolo della cantante emiliana, da cui ha preso lo pseudonimo Nina a discapito del suo vero nome: Maria Chiara Fraschetta – che chiude la serata, non prima che Nina abbia però invitato il pubblico ad alzarsi in piedi e a raggiungerla sotto il palco, per concludere in modo speciale un concerto davvero adrenalinico.

Il pubblico a fine concerto è entusiasta e più che soddisfatto, tant’è che mentre lascio il Piazzale del Castello, nella folla sento la voce di una ragazzina che rivolgendosi alla mamma le dice: “Mamma brava, questa volta hai scelto davvero bene!” e allora penso che Nina Zilli da questa sera ha già una fan in più.

Stefania Maurigh

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