Nascono a Trieste i touchscreen del futuro

TECNOLOGIA Nata tre anni fa la Interactive Box crea monitor interattivi con componenti quasi esclusivamente made in Ue, la nostra intervista con uno dei fondatori, Andrea Fonda

25.7.2012 | 15.33 In tempo di crisi bisogna essere coraggiosi per lanciarsi in qualche progetto imprenditoriale. Ma se la filosofia aziendale è quella di creare prodotti tecnologici d’eccellenza tutti made in Ue, in un campo dove cinesi e indiani la fanno da padrone, il mercato non può fare altro che premiare l’iniziativa.

 

Questo è quello che sta accadendo alla Interactive Box, azienda triestina che, nata tre anni fa si sta conquistando il suo spazio nel mercato mondiale dei monitor interattivi quelli che, per capirci, ci permettono di comprare un biglietto del treno in velocità o prelevare soldi da un bancomat.

A spiegarci i motivi di questo successo è Andrea Fonda, uno dei fondatori dell’impresa.

 

Quando nasce Interactive Box?

«L’azienda nasce circa 3 anni fa dall’idea di una persona. Trovati i finanziatori ed i collaboratori che hanno visto questo progetto realizzabile e con un mercato in cui potevamo dire la nostra, in circa un anno e mezzo siamo passati dalla fase di ricerca e sviluppo alla produzione. Da questa idea sono i nostri prodotti di punta, ovvero i monitor interattivi e i chioschi. Ma oltre all’hardware forniamo anche una serie di soluzioni software».

Monitor interattivi e chioschi: di cosa si tratta esattamente?

«I prodotti trattati sono essenzialmente dei monitor solitamente di grande formato (da 32 a 65 pollici) con una superficie sensibile al tocco inseriti in strutture quali totem o tavoli, denominati appunto chioschi, o appesi a pareti».

«La tecnologia multi-touch utilizzata permette di interagire con il monitor collegato ad un PC mediante l’utilizzo di 2 o più dita, uno stilo, una penna o qualsiasi altro oggetto, in modo da permettere funzionalità avanzate quali ad esempio la rotazione degli oggetti proiettati sul monitor, lo zoom di un immagine o la possibilità di utilizzare una tastiera virtuale».

Quali sono gli usi di questi apparecchi nella vita quotidiana?

«Nella vita quotidiana stanno diventando sempre più frequenti ad esempio negli aeroporti, nelle stazioni, nelle biglietterie automatiche, nei centri commerciali, solitamente vengono utilizzati per offrire agli utenti un sistema semplice ed intuitivo per interagire con i sistemi informatici per le prenotazioni o semplicemente per mostrare in modo interattivo una mappa. Sempre più frequentemente vengono utilizzati i chioschi interattivi nei musei e nelle gallerie d’arte perché visto la grande flessibilità di programmazione posso adattarsi a contenuti che possono mutare nel tempo».

Avete scelto di utilizzare tutti componenti prodotti nell’Unione Europea. Perché?

«I chioschi che produciamo sono fatti a Trieste con qualche lavorazione nella vicina Slovenia, sono prodotti con materiali di ottima qualità e con processi di produzione innovativi che ne conferiscono una durata ed una resistenza all’uso intensivo in luoghi pubblici. Per la parte interattiva utilizziamo prevalentemente componenti prodotti da alcune aziende della Silicon Valley, unici componenti extra Ue, integrati sui monitor da nostri partner in Francia».

«Cerchiamo di curare nei minimi particolari qualsiasi nostro prodotto mantenendo un costo nettamente al di sotto di altri prodotti sul mercato, non abbiamo fornitori cinesi o localizzati in luoghi dove la manodopera viene sfruttata: in questi casi a risentirne è la qualità».

Siete una piccola azienda e molto giovane ma quali riscontri ha dato il mercato fin’ora?

«Siamo piccoli ma curiamo al massimo i rapporti con il cliente: ogni singolo prodotto è personalizzato in base alle esigenze del committente. Offriamo un servizio a 360° dalla produzione dell’hardware, il software, la grafica e persino l’infrastruttura. E poi abbiamo un team di ricerca e sviluppo che si occupa di ricercare costantemente nuove soluzioni e nuovi prodotti in modo da essere sempre innovativi».
«Al momento siamo ancora poco conosciuti perchè da poco tempo sul mercato però abbiamo avuto già grossi interessamenti da parte di alcune aziende produttrici di monitor quali NEC e Philips, riuscendo ad avere collaborazioni interessanti. Di recente abbiamo fornito un nostro partner per la realizzazione di un area espositiva presso lo Yeosu Korea 2012 in sud Korea per l’area scientifica del sultanato dell’Oman. Inoltre molte aziende nel mondo ci hanno contattato per collaborazioni e consulenze: qualcosa si sta muovendo e il lavoro di qualità paga. Questo ci fa ben sperare per il futuro».

 

Ilaria Bagaccin

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