Piace al pubblico del Verdi il taglio classico della Bohème

LIRICA Debutto brillante ma sobrio: applausi per la regista Brusa, il tenore Borras e i ‘Piccoli Cantori della Città di Trieste’

15.4.2012 | 12.29 – E’ stata una scelta molto apprezzata dal pubblico triestino quella di rispettare tradizione e contesto storico nella prima rappresentazione venerdì 13 aprile di ‘Bohème’, il celebre melodramma di Giacomo Puccini, nel prestigioso allestimento del Teatro Regio di Parma, che narra le disavventure e i drammi d’amore di un gruppo di squattrinati artisti nel quartiere latino di Parigi a metà del 1800.

Belli i costumi di Chiara Barichello, rigorosamente fedeli a quelli dell’epoca, così come le scenografie e l’atmosfera a tratti cupa a tratti festosa, come doveva essere la ville lumière, meta di artisti in cerca di fortuna, costretti spesso a vivere di espedienti pur di non rinunciare a trovarsi nel cuore del fermento artistico mondiale di quegli anni.

Apprezzatissima dunque la regista dell’opera, Elisabetta Brusa, che alla modernità ha preferito la tradizione pur spostando di qualche decennio l’ambientazione del dramma, al fine di poter introdurre sul palcoscenico oggetti quali la macchina da scrivere, la macchina fotografica con tanto di flash, le biciclette.

Molto applaudito il tenore monegasco Jean Francois Borras nei panni del poeta Rodolfo, impeccabile l’interpretazione della celebre aria “Che gelida manina” al suo primo incontro con Mimì nella fredda soffitta. Molto brava, seppure non entusiasmante, il soprano greco Alexia Voulgaridou nel ruolo di Mimì, che ha sostituito last minute la pugliese Rossana Potenza, impossibilitata da un’improvvisa infreddatura.

Coerente con il personaggio e con la vasta esperienza della stessa soprano, ormai conosciutissima sul palcoscenico triestino, Daniela Mazzucato non ha deluso per la sua personalità artistica ‘civettuola’ pur interpretando una stagionata Musetta. 

Un tocco in più di energia e colore lo hanno dato i giovanissimi coristi ‘Piccoli Cantori della Città di Trieste’, l’ensemble di voci bianche diretta da Maria Susovsky e Cristina Semeraro che ha conteso la scena con i protagonisti nel corso del secondo atto.

Il melodramma, diretto brillantemente dal maestro Donato Renzetti, si è concluso con sobrio apprezzamento da parte del pubblico, che pur soddisfatto non si è dilungato troppo in applausi, come era invece avvenuto nel precedente allestimento, ‘Rigoletto’. 

‘Bohème’ replica al Teatro Verdi di Trieste fino al 26 aprilecon tre date fuori abbonamento. Dopo la programmazione triestina, lo spettacolo sarà allestito dalla Fondazione lirica al Teatro Nuovo Giovanni da Udine l’8 maggio e al Teatro Comunale “Giuseppe Verdi” di Pordenone il 18 maggio.

Alessandra Ressa 

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