In sciopero i lavoratori della Stock, in 30 rischiano il posto di lavoro

OCCUPAZIONE I sindacati: “Superficiale il modo in cui l’azienda ha affrontato la crisi. E’ l’ennesimo impoverimento del tessuto industriale di Trieste”

12.4.2012 | 10.32 – L’assemblea dei lavoratori della Stock di Trieste ha approvato un pacchetto di 16 ore di sciopero e ha dato mandato alle segreterie territoriali di Fai-Cisl Flai-Cgil e Uila-Uil di attivare un percorso di coinvolgimento delle istituzioni politiche locali, dopo la comunicazione da parte della proprietà di voler chiudere lo storico stabilimento.

”A fronte di una ristrutturazione avviata nel 2008 – afferma un documento dei sindacati – che ha portato lo stabilimento di Trieste a essere competitivo entro gli stabilimenti della Stock Spirits Group, dopo aver dimostrato di essere disponibili a modifiche d’orario, attivazione delle turnazioni, flessibilità e plurimansioni, i lavoratori vengono ripagati con la decisione finale: la chiusura. Colpisce negativamente la superficialità con la quale un marchio storico quale la Stock, così legato all’immagine di Trieste, sia definitivamente cancellato dalla storia della città. L’ennesimo impoverimento – conclude la nota – del tessuto industriale della provincia di Trieste”. 

Nella vertenza sono coinvolte 30 persone: 28 dipendenti, tra impiegati e operai, più due dirigenti, ”persone che – affermano i sindacati – andrebbero a perdere il posto di lavoro insieme a quelle che lavorano nell’indotto per manutenzione e logistica. Ora rischiamo di trovarci a giugno con un altro gruppo di disoccupati a Trieste – ha concluso – che si aggiunge alla lunga schiera di persone che hanno già perso l’impiego in questa città”.

Intanto l’assessore regionale al Lavoro Angela Brandi ha incontrato ieri pomeriggio i vertici aziendali della “Stock”, rappresentati dall’amministratore delegato Claudio Riva e dal direttore del personale Evelina Teruzzi.

L’assessore, fortemente preoccupata dalla repentina decisione manifestata dall’azienda di chiudere lo stabilimento di Trieste con la conseguente messa in mobilità di tutti i 28 dipendenti, ha chiesto un ripensamento su questa scelta. L’azienda dal canto suo ha prospettato un quadro di mercato nazionale di estrema difficoltà, specie a partire dalla seconda metà del 2011, dovuto al calo dei consumi ed al costo delle materie prime.

“La chiusura di ogni attività legata alla Stock – ha dichiarato l’assessore Brandi – segnerebbe la fine di uno dei marchi storici presenti a Trieste ed è quindi motivo di profondo rammarico. Ancor di più se a ciò si associa la sorte dei lavoratori ai quali – ha detto ancora l’assessore – va offerto ogni sostegno affinché il problema occupazionale che sta per coinvolgerli venga affrontato e superato quanto prima”.

Subito dopo l’assessore regionale ha convocato i sindacati di Cgil, Cisl e Uil, destinatari della comunicazione di avvio della procedura di mobilità, per definire una linea concordata d’intervento a sostegno delle maestranze dello stabilimento triestino.  

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