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lunedì, 5 Dicembre 2022

Palazzo Carciotti, soffia sempre più forte il vento della polemica

Botta e risposta Bandelli-Cosolini , ma dure critiche arrivano anche dal Pdl. Intanto il Comune distribuisce altro sale e sabato (forse) chiude le scuole

2.2.2012 | 23.02 – La Bora che stacca la copertura in rame della cupola di Palazzo Carciotti (la foto è di Radu Aldea), la chiusura delle rive per evitare danni alle persone e alle macchine, l’enorme ingorgo che si è formato in centro per tutta la giornata.

Questo giovedì 2 febbraio che ci stiamo lasciando alle spalle avrà strascichi velenosi. I primi colpi sono partiti da Un’Altra Trieste e Pdl. Questa sera ha replicato il sindaco, come ormai consuetudine, su Facebook. «Bandelli accusa la Giunta di “dilettantismo” – scrive Cosolini – per non aver aperto “l’anello”(?!) sulle Rive che parte dalla Capitaneria…. Anelli non ce ne sono ma immagino intenda lo spazio tra carreggiata e mare in buona parte adibito a parcheggio (dopo c’è l’acqua …). Peccato che anche quello spazio fosse chiuso per ragioni di sicurezza in quanto i pezzi di rame vi arrivavano trasportati dal vento! Come dire: c’è anche il dilettantismo dei tuttologi ……».

Bandelli, con le macchine ancora in coda, aveva affidato a un comunicato stampa il suo pensiero. «Ora ci verranno a spiegare che è colpa delle bora, ma tutti sanno che Palazzo Carcitotti è in condizioni pessime da anni e nessuno è voluto intervenire per i soliti veti incrociati e i diktat di casta dei soliti Camber. Era il 2008 – afferma il capogruppo in Consiglio comunale di Un’Altra Trieste – quando da assessore ai Lavori pubblici feci iscrivere a Bilancio 800mila euro per la messa in sicurezza e il rifacimento del tetto di Palazzo Carciotti». 

«Tutti coloro che vi lavoravano – precisa Bandelli – sapevano dell’acqua che penetrava dal tetto e e delle travi marce, eppure nessuno è intervenuto nonostante oltre ai fondi già stanziati, all’inserimento nel piano triennale delle opere, vi fosse anche il progetto. Credo che nessuno potrà dimenticare i vari soloni intenti a spiegarci che il futuro fosse il silos e che Palazzo Carciotti fosse ormai una parentesi chiusa, ed oggi eccoci qua, con un pezzo della nostra architettura in balia della bora e la città bloccata per colpa del dilettantismo di questa giunta».

Come ha ricordato lo stesso Cosolini la ristrutturazione dell’elegante palazzo neoclassico, progettato dall’architetto Matteo Pertsch, costa tra i 25 e 30 milioni di euro. Soldi pressoché introvabili in questo periodo di vacche magre.

Per quanto riguarda invece il traffico collassato ecco la proposta di Bandelli rispedita al mittente dal sindaco. «Anziché bloccare le rive e chiudere il traffico fino a via Mercato Vecchio, avrebbero potuto studiare un by pass nell’anello esterno alle rive che parte dalla Capitaneria di Porto, lasciare aperta Corso Italia e aprire al traffico veicolare via Mazzini per far defluire il traffico. Ciò che più preoccupa è che se i vigili del fuoco hanno optato per questa scelta esiste un pericolo reale che non si risolverà certo in due giorni. Se questo è il modo di gestire le emergenze non oso immaginare cosa potrebbe accadere se sabato dovessero arrivare ulteriori e più pesanti nevicate. La verità – attacca Bandelli – è che la giunta Cosolini alla prima emergenza si è mostrata improvvisata. Adesso forse capiranno che devono mettere mano con urgenza alla messa in sicurezza di Palazzo Carciotti. Solo Bucci era riuscito a fare peggio – conclude Bandelli – ma quella volta almeno ci furono 20 cm di neve a giustificare in parte il blocco della città».

Critiche pesanti giungono anche dal Pdl delle circoscrizioni interessate dal collasso del traffico veicolare di questa mattina a Trieste (III, IV e V). Michele Babuder capogruppo Pdl della III Circoscrizione (Roiano, Gretta, Barcola, Cologna e Scorcola), pur riconoscendo ed elogiando l’impegno in primis dei Vigili del Fuoco ma anche di tutti gli altri operatori di soccorso in servizio in queste difficili giornate di maltempo, lamenta «la mancanza di adeguate informazioni agli automobilisti diretti verso il centro città, ad esempio per tramite degli appositi pannelli informativi collocati in via Valerio e lungo viale Miramare».

Informazioni che sono arrivate sul sito Internet del Comune solo in tarda mattinata, mentre gli unici allarmi sono stati lanciati dallo stesso Cosolini, via Facebook, bloccato nel traffico pure lui. Muti invece ancora adesso sulla questione i siti web della Polizia municipale e dei vigili del fuoco.

Secondo Babuder «troppe autovetture si sono ritrovate, loro malgrado, imbottigliate nella via Commerciale, in viale Miramare e in Strada del Friuli. Sarebbe risultato opportuno concordare con Fvg Strade la chiusura in ingresso città della Strada Costiera nonché ulteriori deviazioni verso la grande viabilità degli automobilisti provenienti da fuori Trieste, al fine di limitare la congestione delle aree immediatamente periferiche e di quella centrale. D’altronde, – rimarca Babuder – la situazione di criticità era stata accertata dalle autorità competenti con largo anticipo».

Si accodano alle osservazioni di Babuder i consiglieri pidiellini delle circoscrizioni competenti per il centro città: dalla quarta arrivano le critiche di Alberto Polacco e Michele Invernizzi, mentre dalla V Circ. Roberto Dubs polemizza direttamente con la giunta. Per Roberto Dubs (Pdl V Circoscrizione) si tratta «di un secondo giorno di passione per la città dopo il problema delle strade ghiacciate del primo febbraio». Dubs rileva «l’inadeguatezza dell’amministrazione a gestire le emergenze forse dovuta ad una mancata esperienza di governo, per non dire un incompetenza, da parte di qualche esponente della Giunta».

Alberto Polacco (Pdl IV Circoscrizione), rimasto lui stesso bloccato negli ingorghi del centro città esprime solidarietà agli agenti della polizia locale che si sono prodigati per gestire al meglio l’emergenza «messi in difficoltà tuttavia – osserva Polacco – da un coordinamento evanescente da parte del Comune”. Il collega del Pdl del parlamentino del centro città, Michele Invernizzi (Pdl IV Circoscrizione) rileva che «per l’ennesima volta alla tante belle parole ed annunci di questa amministrazione non sono poi seguiti fatti e provvedimenti concreti». Secondo Invernizzi si tratta di «un incapacità di mettere in pratica i buoni propositi annunciati in ridondanti conferenze stampa» I consiglieri pidiellini annunciano che stanno valutando la presentazione di un interrogazione congiunta sulla questione.

Intanto il Comune informa che in vista di un ulteriore peggioramento delle condizioni meteo che potrebbe verificarsi, sulla base delle previsioni attualmente disponibili, già da domani sera, con un nuovo abbassamento della temperatura e possibili nevicate, l’amministrazione ha provveduto al rinnovo delle scorte di sale – quelle precedenti erano andate esaurite nei giorni scorsi – per consentire una nuova distribuzione ai cittadini.

La distribuzione verrà effettuata domani, venerdì 3, dalle ore 11 alle 16, nelle seguenti sedi: sede del gruppo comunale di protezione civile, Strada per Vienna 80 (Opicina); sede della I Circoscrizione, Prosecco 159; sede della III Circoscrizione, Salita di Gretta 38; sede della VI Circoscrizione, Rotonda del Boschetto 6; Centro Raccolta Censimento, via dei Macelli 3; Palachiarbola, via Visinada 3; Mercato Ortofrutticolo, via Giulio Cesare 6 (di fronte alle poste).

Il Comune prega di portare con sé un contenitore e avvisa che sarà possibile ritirare fino a un massimo di 10 kg di sale a persona. Rinnova poi l’appello a usare il meno possibile, in caso di nevicate e “gelicidio”, i mezzi di trasporto privati, privilegiando i mezzi pubblici; invitando anche i cittadini che non abbiano necessità di uscire a rimanere in casa, per quanto possibile. E per sabato l’amministrazione comunale sta pensando a una chiusura delle scuole.

Nel frattempo la Bora insiste con forza sulla città e su Palazzo Carciotti. Finora ce l’ha fatta, con le sue raffiche a 130 chilometri all’ora, a mostrare, in parte, la struttura in legno che sta sotto alle storiche coperture in rame. Resiste per ora l’aquila napoleonica collocata sulla cima della guglia. In attesa della raffica perfetta che la faccia volare via.

Roberto Toffolutti 

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