FORMAZIONE – Intervista a tutto campo per il sindaco nell’ambito del progetto “Un lavoro da sogno”, promosso dalla Cisl – Giovani e dallo Ial

27.2.2012 | 6.00 – “Sindaco Cosolini intervistato da giovani estetiste”. Messa così potrebbe far pensare a un titolo “ad effetto” per qualche circostanza estemporanea, fantasiosa e magari anche un po’ “pruriginosa”… Nulla invece di tutto ciò. E viceversa si è trattato della pura e semplice realtà di una bella iniziativa rientrante nel più ampio percorso di formazione professionale che una ventina di ragazze della nostra città sta conducendo presso lo Ial di Trieste, per diventare appunto estetiste o parrucchiere ma non trascurando di conoscere anche i principali aspetti sociali e istituzionali della comunità in cui viviamo.
Il progetto, denominato “Un lavoro da sogno” e promosso dalla Cisl – Giovani locale, prevede una serie di visite, incontri e momenti di dialogo con alcune istituzioni della città, con particolare attenzione alle problematiche giovanili, ai temi del lavoro e del disagio giovanile, ma anche il “racconto” dei percorsi personali delle ragazze e delle loro storie, esperienze, sogni.
Il tutto prenderà la forma di un video, che sarà poi pubblicamente presentato a giugno. Ecco quindi, in questo quadro, l’intervista realizzata ieri pomeriggio con il sindaco Cosolini, presenti in Salotto Azzurro, accanto alle ragazze, anche Katia Superina dello Ial e Daniela Gross in qualità di docente e organizzatrice dell’iniziativa di comunicazione.
Molte e non poco impegnative sono state le domande poste a turno da Claudia, Jeannette, Martina e Kata, a nome di tutte le altre alunne presenti, su come funziona la città ma anche sul pensiero del sindaco in merito alle prospettive di lavoro e di vita per i giovani a Trieste. I “quesiti” (per citarne solo alcuni tra la quindicina di questioni avanzate) sono spaziati, in primo luogo, dalle possibilità di occupazione che può offrire oggi la città, su cui Cosolini ha argomentato che “nonostante la forte crisi generale, se Trieste saprà azzeccare bene alcune scelte importanti e cogliere alcune “chances” che ci si presentano, a cominciare ad esempio dal turismo, le possibilità potrebbero essere comunque parecchie e interessanti”;
per passare poi a domande sugli spazi di aggregazione giovanile (“magari uno per ogni rione”), cui il sindaco ha risposto ricordando come non vadano trascurate le interessanti proposte di attività espresse dai Ricreatori comunali, “che non sono solo per i bambini o i ragazzi più piccoli come molti pensano, ma che viceversa, soprattutto recentemente, organizzano molte valide attività proprio per i più “grandi”, dal teatro al disegno a varie e significative forme artistiche”.
Diverse le domande sul sistema cittadino dei trasporti, in particolare sull’utilità di disporre di mezzi pubblici anche dopo la mezzanotte. Qui Cosolini ha spiegato il non facile equilibrio economico che deve sussistere tra domanda e offerta prima di concretizzare un tale servizio, promettendo però che anche questo tema potrà venir affrontato nell’ambito del prossimo Piano del Traffico Urbano;
e poi, sulle proteste di novembre dei ragazzi di “Occupy Trieste”, su cui Cosolini ha ribadito il pensiero più volte espresso di aver condiviso di quell’iniziativa non solo le richieste “tecniche” sul miglioramento della scuola italiana e del suo patrimonio non solo edilizio, ma anche i principi ispiratori basilari e soprattutto l’idealità verso una maggior giustizia sociale e ambientale. “Potrò poi non aver condiviso certi aspetti manifestatisi in quella protesta, ma anche oggi vi ripeto che non dobbiamo mai rassegnarci alle ingiustizie, dobbiamo poter anche indignarci di fronte a certe situazioni.”
Ancora sulla difficoltà di trovare lavoro e sul precariato giovanile, il sindaco Cosolini ha osservato come “il precariato è una piaga che va necessariamente affrontata. Magari, specie in un momento di difficoltà come l’attuale, anche tramite forme da valutare di flessibilità in entrata, che però devono puntare verso la progressiva stabilità del posto di lavoro, mentre, nel contempo, possono venir previste forme di sostegno al reddito minimo e anche di prima copertura previdenziale”.
In conclusione il sindaco ha augurato alle ragazze dello Ial di fare “nel modo migliore” il loro percorso, “nella consapevolezza che non ci sono nella vita mestieri e professioni più o meno ‘nobili’, ma piuttosto mestieri e professioni che si svolgono più o meno bene, con maggiore o minore attenzione e dedizione da parte nostra. E importante, soprattutto, è fare bene il proprio lavoro! Mettetecela tutta!”
Con un caloroso saluto collettivo finale si è concluso questo primo incontro del Progetto “Un lavoro da sogno”, tutto rigorosamente e “professionalmente” ripreso per il film in via di produzione. La prossima tappa, ancora per una volta in Municipio, sarà con l’Assessore all’Educazione Antonella Grim.


