Tondo, battaglia per la specialità e taglio delle spese improduttive

Il numero uno della Regione congela 150 milioni di euro per il federalismo e rivela: “Vogliamo creare un’unica azienda sanitaria regionale”

Per Renzo Tondo va, quasi, tutto bene. “Non sono preoccupato, credo anzi che la maggioranza possa arrivare coesa a fine legislatura ed essere anche allargata” ha detto durante la conferenza stampa di inizio anno che si è svolta questa mattina a Udine. Riferendosi chiaramente all’esecutivo Monti ha quindi precisato: “mi auguro che da qui a fine legislatura ci possa essere coesione anche tra maggioranza e opposizione in Consiglio, soprattutto sulle scelte fondamentali per rilanciare lo sviluppo e che implicano sobrietà, rigore, taglio delle spese improduttive”. Finora, secondo Tondo, iil rapporto con l’opposizione consiliare “non è stato facile”, nel senso che qualsiasi provvedimento della maggioranza è stato bocciato, a parte l’unità di intenti che si è registrata sulla legge anticrisi.

“Anche sui grandi temi come le infrastrutture, lo sviluppo e le relazioni internazionali, la collaborazione è stata molto scarsa”, ha detto Tondo. Il presidente ha citato, come paradosso, la legge sul riordino degli Enti locali in montagna e il superamento delle Comunità montane, largamente condivisa dai sindaci, anche quelli dei Comuni retti dal centro-sinistra, approvata poi in Consiglio regionale con il voto di opposizione della minoranza.

”Il nostro compito principale è quello di mantenere alta la fiducia dei cittadini e delle imprese regionali che continuano ad esportare e presentano l’incremento più alto tra le regioni italiane nel volume di investimenti. Questo vuol dire che qui da noi ci sono ancora imprenditori che producono e che ci credono”.

In una situazione di incertezza delle risorse a disposizione, in attesa quindi di avere un quadro preciso in sede di variazioni di bilancio, le linee di intervento dell’Amministrazione regionale sono comunque chiare: rafforzamento degli ammortizzatori sociali e sostegno allo sviluppo dell’economia, utilizzando soprattutto la nuova programmazione delle risorse comunitarie lungo tre filoni: Piccole e Medie Imprese (PMI), innovazione, ambiente. E poi rigore nella spesa, riduzione dei costi e maggiore efficienza della Pubblica amministrazione.

Secondo Tondo il Friuli Venezia Giulia, accanto ad una diminuzione del debito del 37 per cento da inizio legislatura (da 1.650 a 1.050 milioni di euro), può vantare anche un calo dei dipendenti pubblici di 1.400 unità, tra settore sanitario e comparto unico regionale (Regione ed Enti locali). “Vogliamo riorganizzare anche il sistema di governo della sanità regionale – ha anticipato -, con la prospettiva di arrivare possibilmente ad un’unica Azienda regionale”. 

Infine ha ribadito la battaglia sulla specialità del Friuli Venezia Giulia e della sua autonomia finanziaria. ”In questi tre anni e mezzo non abbiamo mollato un centesimo allo Stato”, ha detto Tondo, ricordando che quella regionale è una specialità responsabile, in grado di gestire in proprio la Sanità e di realizzare infrastrutture di interesse nazionale, una specialità di un’area di confine al servizio del Paese. ”La nostra sarà dunque una difesa fino in fondo” che si traduce in azioni concrete contro le scelte del governo Monti che con l’ultima manovra finanziaria ha aumentato i tagli alla Regione Fvg di 170 milioni.

“Non verseremo la quota di competenza al fondo perequativo per l’attuazione del federalismo fiscale – ha anticipato Tondo -. Abbiamo congelato i 150 milioni dovuti per il 2011 e i 200 previsti nel 2012. Ho scritto una lettera in tal senso al Governo, ricordando gli accordi sottoscritti con il ministro Tremonti”.

5.1.2012 | 16.05 

 

 

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