A disposizione per il momento 500mila euro: le domande potranno essere presentate dal 15 febbraio al 31 maggio

27.1.2012 | 14.54 – Vanno da 2.500 a 30mila euro i contributi de minimis a fondo perduto con cui la Regione sostiene il rilancio dell’imprenditoria femminile. L’accesso ai fondi e la loro erogazione sono stati illustrati oggi da Federica Seganti.
L’assessore regionale alle Attività produttive ha sottolineato l’importanza di un intervento che finanzia fino al 50 per cento della spesa ammessa (da un minimo di 5mila euro ad un massimo di 60mila) per la realizzazione di progetti avviati già il giorno successivo alla presentazione della domanda. Lo strumento contributivo, con procedimento a sportello e valutazione in ordine cronologico, è stato messo a disposizione delle donne “per incoraggiarle a fare autoimpresa in un momento in cui, per loro, da una parte è più difficile l’ingresso nel mondo del lavoro e dall’altro è più complesso l’accesso al credito bancario” ha notato l’assessore Seganti.
Ricordando che le imprese gestite da donne in Friuli Venezia Giulia sono circa 25mila, pari ad un quarto del totale, l’assessore ha confermato che beneficiarie degli interventi sono appunto le imprese (micro, piccole e medie) in cui sono le donne a detenere la maggioranza delle quote, le Srl in cui il socio donna sia anche legale rappresentante o le Sas in cui sia una donna a svolgere il ruolo di socio accomandatario. “Commercio, turismo, servizi, artigianato e industria sono i settori inclusi – conferma l’assessore – in pratica tutto il mondo economico al femminile dal momento che il nostro tessuto produttivo le vede impegnate a 360 gradi in attività d’ogni genere”.
A disposizione ci sono per il momento 500mila euro e le domande potranno venir presentate dal 15 febbraio al 31 maggio “proprio per poter valutare, attraverso la quantità di domande pervenute, le reali necessità delle imprenditrici ed al caso mettere a disposizione nuovi fondi in sede di assestamento di bilancio”. Le domande potranno venir inoltrate tramite Pec (Posta Elettronica Certificata) o mediante le usuali forme di consegna (a mano, raccomandata, corriere, postacelere) ed il ventaglio di spese ammesse è vasto.
“Andiamo dall’investimento (per acquisto o locazione finanziaria, con arredi, impianti, macchinari, brevetti, licenze, sistemi di sicurezza, pubblicità ed attività promozionali) alla costituzione d’impresa (spese notarili, consulenze per l’avvio, business plan), al primo impianto (adeguamento e ristrutturazione dei locali e/o dei mezzi di trasporto, siti internet, locazione, franchising)”, conferma Federica Seganti, ricordando che sono esclusi da questa tipologia di finanziamenti soltanto i costi relativi al personale ed ai corsi di formazione, i beni di consumo, le imposte, gli interessi e gli oneri finanziari.
La modulistica per la presentazione delle domande è disponibile sul sito della Regione, economia e imprese > industria > imprenditoria femminile: progetti di imprenditoria femminile, “lo stesso a cui fare riferimento per ottenere informazioni più dettagliate sulle specifiche disponibilità finanziarie” ha confermato l’assessore, che ha ringraziato Francesco Auletta della Camera di Commercio di Trieste per il supporto tecnico dato alla stesura del Regolamento.
Ha partecipato alla presentazione odierna anche Patrizia Rigoni, scritttrice e ideatrice della “Carica delle 101”, progetto mirato alla diffusione della conoscenza sulle opportunità e sulle risorse, non solo economiche, che vengono messe in campo per le donne che desiderano diventare imprenditrici. Sottolineando come “la mancanza di oasi di confronto e di dialogo sia anche mancanza di economia”, Rigoni ha confermato l’organizzazione di un convegno al Mib di Trieste il 6 febbraio prossimo, per illustrare alle imprenditrici di oggi e di domani il nuovo Regolamento.


