10.05.2018 – 09.19 – Marica Branchesi, astrofisica di fama mondiale, era presente ieri, 9 maggio, a un incontro alla Sissa di Trieste sul ruolo delle donne nella scienza, ovvero “When Women in Science get together: The Role of Networks“. La scienziata è stata nominata tra le 100 persone più influenti al mondo dalla rivista “Time” per un’innovativa ricerca sulle onde gravitazionali. L’incontro ha permesso di abbozzare un “manifesto” delle donne nella scienza, in collaborazione con le altre rappresentanti presenti.
Il direttore dell’Istituto, Stefano Ruffo, ha confermato tutto il suo appoggio per un clima di reciproca collaborazione cosmopolita: “La Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) risponde a un clima internazionale cambiato in cui si vuole finalmente porre attenzione alla presenza delle donne nella scienza che continua a essere inspiegabilmente bassa, specie nelle posizioni gerarchicamente più alte”.
“Quando si pensa a uno scienziato si immagina un genio, questa figura con gli occhialoni, un po’ isolata, nel suo studio e non si vede la bellezza della scienza. In realtà non mi sento un genio. Gli scienziati, uomini o donne, sono persone normali. Fare scienza significa soddisfare le proprie curiosità”, ha ribadito scherzosamente Marica Branchesi.
L’incontro ha proposto nuove banche dati per individuare le donne scienziate nei diversi istituti di ricerca, un numero minimo di scienziate nelle commissioni accademiche, elaborazione di dati universitari differenziati per genere.
Hanno partecipato alla conferenza: Tonya Blowers, Organization for Women in Science for the Developing World; Marica Branchesi, Gran Sasso Science Institute; Tamara Grava, Sissa; Barbara Fantechi, Sissa; Alessandra Celletti, Università di Roma “Tor Vergata”; Rodica Toader, Università di Udine; Anna Menini, Sissa; Silvina Ponce Dawson, Universidad de Buenos Aires e CONICET (Argentina); Raffaella Rumiati, Sissa; Randi Martin, Rice University (USA); Lynne Walling, University of Bristol (Regno Unito).


