FEFF21, dal 26 aprile al via a Udine il “Far East Film Festival” ospiti Yao Chen e Anthony Wong

11.04.2019 – 10.45 – Si aprirà il 26 aprile a Udine la Ventunesima Edizione del Far East Film Festival. Se quest’anno anche la manifestazione guarderà alla Cina e alla “Via della Seta” per rafforzare una collaborazione e uno scambio già avviati, il protagonista rimarrà l’Oriente tutto, e il film d’apertura sarà un’anteprima mondiale che del presente è il simbolo: “Birthday“, opera che racconta racconta il dolore di due genitori che hanno perso il figlio e di una nazione che ne ha persi più di 300 nel naufragio del traghetto Sewol, prodotto da Lee Chang-dong (“Poetry”, “Burning”) e diretto dalla giovane Lee Jong-un. Il FEFF aveva già reso omaggio alla tragedia nel 2014, dedicando la 16ª edizione alle vittime del Sewol, e lo rinnova quest’anno nel segno del suo fortissimo legame con l’Asia.

Anthony Wong

Torna a Udine Anthony Wong, divo e leggenda di Hong Kong, che ritirerà il “Gelso d’Oro”, premio alla Carriera, e affiancherà fra i famosi i nomi di altri giganti come Jackie Chan, Joe Hisaishi e Brigitte Lin. Anthony Wong accompagna due film: “My Name Ain’t Suzie” di Angie Chan, l’ormai lontano titolo d’esordio (1985), e il magnifico “Still Human” di Oliver Siu Kuen Chan. Per una straordinaria icona di Hong Kong, una straordinaria icona cinese: la bellissima Yao Chen, diva (i media amano paragonarla ad Angelina Jolie; “Time Magazine” l’ha inserita fra le 100 persone più influenti del mondo) e leggenda di Internet con 80 milioni di follower. Una grande attrice e instancabile attivista per i diritti umani, che salirà sul palco del FEFF a presentare il thriller sociale “Lost, Found” di Lue Yue (prodotto da Feng Xiaogang). Una vivida riflessione sui diritti civili e sulla condizione femminile nella Cina contemporanea.

Yao Chen

Dal 26 aprile fino a sabato 4 maggio, l’appuntamento con il FEFF si svilupperà al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” con 76 titoli in programma nella “line up” (51 in concorso) provenienti da 12 paesi, una retrospettiva, una monografia, un omaggio al nuovo cinema indipendente coreano, 2 “strane coppie”, un restauro in anteprima mondiale e più di 100 eventi tematici organizzati nel cuore della città. Una vera e propria “isola del cinema” dove il cinema non viene soltanto celebrato – 3 anteprime mondiali, 12 internazionali, 18 europee – ma viene anche declinato al futuro: quest’anno sono 15 i progetti scelti per “Focus Asia”, il market del Festival, e 10 per “Ties That Bind”, il workshop internazionale Asia-Europa. Oltre 200 i professionisti del settore attesi a Udine da 36 paesi, e c’è un’importante novità da evidenziare: il CoProduction Day, fissato per il 1 maggio. Un grande tavolo di lavoro che radunerà filmmaker e produttori, europei e asiatici, per analizzare e sviluppare l’accordo co-produttivo Italia-Cina del 2018, rappresentata al festival da titoli come “Dying to Survive” di Wen Muye, che punta i riflettori sul mercato dei farmaci per malati terminali, e “The Rib” di Zhang Wei, inaspettato dramma familiare a tematica Transgender. Il FEFF è allontanarsi dal proprio centro: viaggiare, spaziare, esplorare, alzare le soglie della curiosità e poi tornare al proprio centro con qualcosa di nuovo dentro gli occhi. Uno sguardo preziosamente diverso.

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