Non solo medaglie: da cinquant’anni il Ken Otani insegna il judo come scuola di vita

21 giugno 2026 – ore 16:30 – Cinquant’anni di storia, sport e formazione. Il Judo Club Ken Otani Trieste ha celebrato al PalaChiarbola il mezzo secolo di attività, ricordando il proprio fondatore, il maestro Palmiro Gaio, figura di riferimento del judo regionale e nazionale, scomparso poco più di un anno fa. Fondato nel 1975 a Muggia, il sodalizio nacque per iniziativa di Gaio, che volle dedicare la società al suo maestro Noritomo Ken Otani, primo insegnante giapponese di judo in Italia. Formatosi nelle Fiamme Oro di Nettuno, Gaio arrivò a Trieste nei primi anni Sessanta come tecnico delle Fiamme Oro, contribuendo in maniera determinante alla diffusione della disciplina in Friuli Venezia Giulia. Dalla prima sede presso la Lega Navale di Muggia, il club si è successivamente trasferito a Trieste, diventando negli anni un punto di riferimento per la formazione di atleti e tecnici. Sul tatami del Ken Otani sono cresciuti numerosi judoka che si sono distinti nelle competizioni nazionali e internazionali, oltre a generazioni di praticanti educati ai principi del rispetto, della disciplina e dell’amicizia. Nel corso della sua carriera Gaio ha ricoperto importanti incarichi federali, fino alla nomina a presidente onorario del Comitato regionale FIJLKAM e al conseguimento dell’8º Dan, primo nella storia del judo del Friuli Venezia Giulia.

Oggi l’A.S.D. Judo Club Ken Otani Trieste prosegue l’attività al Palazzetto dello Sport di Chiarbola, mantenendo viva l’eredità del fondatore attraverso i suoi allievi, diventati nel frattempo insegnanti. La ricorrenza del cinquantesimo anniversario è stata l’occasione per ripercorrere una storia fatta di risultati sportivi, ma soprattutto di impegno educativo e trasmissione dei valori del judo. Nel corso della cerimonia è stato ricordato come il patrimonio più significativo lasciato dal maestro Gaio non sia rappresentato dai titoli ottenuti, ma dalle migliaia di persone formate sul tatami e dall’opera di una società che, a cinquant’anni dalla fondazione, continua a promuovere il judo come strumento di crescita personale e di formazione del carattere.

Articolo di Francesco Viviani

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