Fincantieri, raggiunto il carico di lavoro più alto di sempre con oltre 70 miliardi

13 maggio 2026 – ore 10:30 – La crisi energetica, la confusione nella geopolitica mondiale e il crescente costo delle materie prime non intaccano Fincantieri che ha previsto al rialzo le previsioni per il 2026, dopo un trimestre già caratterizzato da un record assoluto di lavoro. Il fatto non deve sorprendere, perchè l’industria navale dipende da commesse a volte anche vecchie di anni e, in altri casi, derivanti da incarichi governativi, stranieri e nazionali, indifferenti ai grandi movimenti dell’economia. La storia lo insegna: i Cosulich, con il cantiere navale monfalconese, sopravvissero indenni la desertificazione massiccia di manifatture e industrie avvenuta negli anni Venti e Trenta nella provincia di Trieste e nel goriziano. La costruzione delle navi segue logiche sue proprie; è innegabile, è logico che sia così considerando i tempi di realizzazione.
I risultati sono stati finora approvati con data 31 marzo 2026; il carico di lavoro complessivo è salito a 74,2 miliardi di euro, pari a 8,1 volte i ricavi del 2025, con un backlog pari a 42,7 miliardi.

La visibilità sulle consegne si estende fino all’anno 2036 e raggiunge l’anno 2039 se si considera l’ordine firmato nel mese di aprile con la società Princess Cruises per tre nuove navi da crociera appartenenti alla classe Voyager, le quali verranno costruite nello stabilimento di Monfalcone. Nei primi mesi dell’anno in corso, Fincantieri ha già perfezionato contratti per un valore superiore all’obiettivo annuale di 11 miliardi di euro indicato nel piano industriale per il periodo 2026-2030, e nel solo primo trimestre dell’anno i nuovi ordini acquisiti ammontano a 3,4 miliardi di euro, un dato che non include alcuni contratti già firmati ma ancora subordinati alle condizioni di finanziamento abituali.
I ricavi del trimestre sono pari a 2,135 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai 2,376 miliardi del primo trimestre dell’anno 2025, un periodo che aveva beneficiato dell’effetto dell’ordine per due unità PPA/MPCS destinate alla Marina militare indonesiana, e al netto di questo elemento i ricavi risulterebbero in crescita del 6%.

La redditività mostra un miglioramento, con l’Ebitda che sale a 159 milioni di euro contro i 154 milioni del primo trimestre del 2025, mentre il margine Ebitda passa dal 6,5% al 7,4%, e questo miglioramento riguarda tutti i segmenti operativi principali. Nel settore delle navi da crociera i ricavi aumentano del 16,8% raggiungendo 1,220 miliardi di euro, il segmento denominato Underwater cresce del 43,3% arrivando a 135 milioni con un margine Ebitda del 17,1%, e si registrano aumenti anche per il comparto Offshore e Navi speciali, che tocca 360 milioni, e per il comparto Sistemi, Componenti e Infrastrutture, che raggiunge 309 milioni. La posizione finanziaria netta adjusted migliora attestandosi a 771 milioni di euro di debito, rispetto a 1,311 miliardi di debito registrati alla fine dell’anno 2025, e il rapporto tra debito ed Ebitda scende a 1,1 volte, anche per effetto dell’aumento di capitale di circa 500 milioni completato nel mese di febbraio.
Alla luce dei risultati ottenuti, Fincantieri ha aggiornato le previsioni per l’anno 2026, con i ricavi ora attesi tra 9,3 e 9,4 miliardi di euro, l’Ebitda tra 700 e 710 milioni e l’utile netto tra 140 e 180 milioni, mentre il margine Ebitda è previsto intorno al 7,5%.
Nel corso del trimestre Fincantieri ha consegnato cinque navi provenienti da cinque diversi stabilimenti e conta 94 unità nel portafoglio ordini, e tra gli sviluppi più recenti figurano il primo contratto con la U.S. Navy per il programma Medium Landing Ship, l’accordo negli Stati Uniti per le unità autonome denominate ‘Spectre’ e il rafforzamento del programma PPA per conto della Marina militare italiana.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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