Feste a ‘orario continuato’, il nuovo prezzo del Natale

24.12.2025 – 12.30 – “Supermercati aperti a Natale”: sembra assurdo, ma è proprio questo, a poche ore dall’inizio della vigilia natalizia, uno degli argomenti più cliccati e ricercati nel web. Una realtà che, fino a non molti anni fa, sarebbe stata del tutto impensabile. Ebbene sì, perché se per un lungo tempo il Natale è sempre stato considerato un momento sacro, intoccabile, una reale pausa condivisa in famiglia, dove il lavoro si fermava e il tempo si dedicava al calore dei propri cari, ad oggi la situazione è ben diversa. Le serrande abbassate, gli orari ridotti e l’idea che tutto il mondo si fermi per qualche giorno tra tradizione, famiglia e buon cibo, sembrano soltanto un vecchio ricordo in cui rifugiarsi con nostalgia. Il mondo è cambiato: le priorità si sono ribaltate. Si corre, si rimanda, si compra all’ultimo minuto, con la certezza che tanto i negozi resteranno aperti più a lungo, fino all’ultimo secondo .

La pausa natalizia non è più un diritto, ma un optional che il mercato, forse, decide di concedere. E il mondo dei supermercati è solo uno degli esempi: lo stesso criterio vale per negozi, ristorazione, trasporti e turismo. Ma come siamo arrivati a questo punto? Ce lo diceva anche Hopcke, “nulla succede per caso”. Un cambio di tipo culturale e tecnologico non basta per spiegare questo fenomeno. La vera svolta, infatti, è stata proprio quella normativa . È il 2011, durante il governo Monti, quando il decreto “Salva Italia” liberalizza completamente gli orari di apertura dei negozi. Oltre a riforme fiscali e previdenziali, la legge dà il via libera anche alle aperture domenicali e festive, trasformandole così da una semplice eccezione ad  una vera e propria possibilità strutturale.

Da allora, ogni Natale si rinnova il dibattito tra politica, sindacati e opinione pubblica: chi difende la tradizione e rivendica l’importanza del proprio tempo libero, e chi invece decide di celebrare la libertà di scelta commerciale. E negli ultimi anni, questa tendenza alle aperture prefestive e festive si è sempre più consolidata, con una situazione nazionale che resta ancora ben variegata. La Vigilia di Natale vede infatti spesso supermercati e negozi aperti con orario ridotto (se così si può definire), con negozi aperti fino alle 19 o alle 20. Il giorno di Natale, per la maggior parte delle grandi catene, resta ancora un’ intoccabile: i negozi rimangono chiusi, fatta eccezione per minimarket, negozi etnici e punti vendita situati in zone ad altissima affluenza turistica. Il giorno di Santo Stefano, invece, molti dei negozi riaprono, ma spesso con orari limitati, solo la mattina o fino al primo pomeriggio. 

Ma il vero nervo scoperto, e soprattutto quello più critico, resta quello sociale. I lavoratori appaiono sempre più stanchi, sotto pressione, costretti a  turni lunghi ed estenuanti, dovendo garantire un servizio fino alla fine e affrontando una clientela che, sempre più spesso, si rivela ancora più esigente, impaziente e ansiosa nel comprare tutto all’ultimo momento: perché se i negozi sono aperti, allora “tutto è dovuto”. É così che, lentamente, le festività si riducono a giorni come altri. Anzi, addirittura a giornate  più affollate, più illuminate e stressanti, mentre il tempo per le proprie famiglie e la propria vita privata si riduce ad una semplice opzione di cui poter godere a rotazione ogni anno. 

I ritmi incessanti imposti dalle leggi dell’economia e commercio, mettono a dura prova chi ogni anno deve sacrificare o alternare il proprio riposo tra le festività, evitando gli affetti e persino la possibilità di vivere un momento di pausa, ricarica e convivialità. Il consumismo intanto accelera, le pubblicità in televisione ritraggono, spesso fallendo, tutto quello che nel passato era impossibile da immortalare, e quella magia che tanto si riprova a mettere in atto con luci, effetti speciali, offerte lampo ed edizioni limitate, rischia di rimanere un mero palliativo che altera totalmente le percezioni della realtà. Quella stessa condizione che, ad oggi, dei valori del Natale e dell’importanza delle feste in famiglia, conserva ancora ben poco. 

[n.m] 

Ultime notizie

Dello stesso autore