SALUTE L’iniziativa si terrà giovedì dalle 9 all’Auditorium della Cultura friulana di Gorizia

21.11.2012 | 22.44 – Domani, giovedì 22 novembre, arriveranno a Gorizia esperti da cinque Paesi europei per il convegno “Giovani e alcol: silenzi, linguaggi e risposte possibili“, in programma all’Auditorium della Cultura friulana dalle ore 9. Relatori provenienti da Gran Bretagna, Olanda, Spagna, Slovenia e, ovviamente, dall’Italia discuteranno su un tema particolarmente attuale come quello dell’abuso di sostanze alcoliche tra le giovani generazioni.
L’obiettivo del workshop, promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia – direzione centrale Salute, Integrazione socio sanitaria e Politiche sociali nell’ambito del Progetto Mattone Internazionale in collaborazione con le Aziende per i Servizi Sanitari n. 2 “Isontina” e n. 5 “Bassa Friulana”, è quello di mettere a confronto attori, proposte e soluzioni, a partire dalle esperienze territoriali sino alle alleanze a livello europeo attivate sul tema, e di fare il punto sulle strategie, sulle modalità, sui linguaggi che i servizi riescono a mettere in campo per prevenire e contrastare l’abuso di alcol tra i giovani.
La giornata è articolata in tre sessioni tematiche: la prima, in programma dalle 9.30 alle 10.40, è dedicata ai contesti e ai linguaggi; la seconda, prevista dalle 11 alle 13, è dedicata alle buone pratiche di promozione della salute e di prevenzione del consumo di alcol tra i giovani e prevede testimonianze dalla Catalogna, dall’Inghilterra e da Napoli; la terza, infine, prevede, dalle 14 alle 15.15, un confronto su attori, policy, strumenti di prevenzione, con esperienze del livello locale ed europeo. Al termine della giornata è prevista una tavola rotonda, con la partecipazione di tutti gli esperti internazionali intervenuti nell’arco della giornata, moderati dai componenti del Tavolo regionale alcol della Regione Friuli Venezia Giulia.
Dal dibattito ci si attende anche la formulazione di proposte operative in grado di superare una certa staticità dei servizi alcologici, in vista di un modello proattivo, capace di valorizzare i beni relazionali ed il capitale sociale, coinvolgendo il mondo del volontariato, il terzo settore, le associazioni giovanili.


