22.08.2023 – 07.01 – Ammontano a 26,8 milioni di euro i fondi destinati a favore del Consorzio iNEST, coordinato dall’Ateneo di Padova e volto a sostenere la filiera dell’innovazione nel Nord Est d’Italia. Scendendo nello specifico all’area del Triveneto sono dedicati complessivamente 18 milioni, mentre al Sud andranno 8,8 milioni circa. Le Università che vi partecipano hanno pubblicato in questi giorni i bandi connessi al Consorzio. Friuli Venezia Giulia e Trieste compresa, perchè vi compare anche l’Università degli studi di Trieste (UNITS). Specificatamente il Consorzio è finalizzato ad estendere i benefici delle tecnologie digitali alle principali aree di specializzazione del Triveneto (Friuli –Venezia Giulia, Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano), creando così nel Nord-Est una rete capillare in grado di potenziare le tecnologie digitali nell’ambito dei settori industriale-manifatturiero, agricoltura, mare, montagna, edilizia, turismo, cultura, salute e cibo.
È costituito da 11 soci fondatori (enti costituenti), 9 università e due enti: Università di Padova, Università di Verona, Università Ca’ Foscari di Venezia, IUAV di Venezia, Università di Trento, Università di Bolzano, Università di Udine, Università di Trieste, SISSA di Trieste; dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dall’Istituto Nazionale di oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS. L’eccellenza scientifica giuliana è pertanto presente ‘in forze’. Nell’ambito di Trieste SISSA gestirà lo Spoke 9, volto a creare modelli matematici, metodi di calcolo e analisi di dati per i gemelli digitali. Lo Spoke 8, all’interno del consorzio iNEST, verrà invece gestito da UNITS e consentirà di creare un ‘gemello digitale’ del mare Adriatico, sul quale testare strategie di ampio respiro volte a diminuire l’inquinamento marino, migliorare le attività portuali e generalmente contrastare il cambiamento climatico.
[z.s.]


