La giunta Tondo ha cancellato Film Commission e il Fondo Audiovisivo, 200 professionisti in strada

LAVORO Il comitato dei lavoratori dello spettacolo pronto a una mobilitazione immediata  

9.7.2012 | 23.53 – I professionisti dell’industria cinematografica e dell’audiovisivo regionale si stanno mobilitando per contrastare le decisioni del Consiglio regionale di abolire la Film Commission e il Fondo Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia

«Chiediamo risposte concrete e garanzie» hanno detto i portavoce del comitato dei lavoratori dello spettacolo (nella foto di Giancarlo Virgilio), al quale collabora anche Confartigianato Udine, espressione delle molteplici realtà che operano in regione e che si propone di andare a fondo sulle implicazioni che queste scelte avranno sul territorio regionale e sulle competenze e professionalità sviluppate nel corso degli anni.

«Riteniamo che la conseguenza immediata sia il collasso del settore dell’audiovisivo e l’inevitabile perdita occupazionale di oltre 200 professionisti, di più 100 imprese, di un centinaio di attori oltre a una media annuale di 3000 comparse».

«Senza contare – sottolineano – che fino alla scorsa settimana questa regione, oltre a essere un modello da seguire in base all’efficienza e ai risultati ottenuti, era un luogo in cui si poteva crescere a livello professionale, si potevano creare imprese ed indotto economico, emergere con la propria creatività, e mostrare questo territorio al mondo grazie ad una rete di relazioni, di riconoscimenti e di affidabilità sviluppati con costanza e tenacia nel corso di quindici anni. Come mai questo taglio proprio all’apice del suo sviluppo?».

Del comitato fanno parte la produttrice Erika Barbiani, il location manager Alessandro Coleschi, il regista Alberto Fasulo, l’autore e produttore Dorino Minigutti, la produttrice e casting director Antonella Perrucci e il portavoce del Club del Cinema e dell’Audiovisivo di Confartigianato Udine Roberto Cuello.

Le competenze della Film Commission e del Fondo Audiovisivo nel creare contatti, nel portare occupazione, nel distribuire le opere realizzate, nell’accogliere e nell’ospitare investitori nazionali ed esteri, riuscivano, anche grazie ad un bacino di varie professionalità, a rendere reale e fattibile un’operazione così complessa.

Con queste premesse il comitato rivolge alla Regione una serie di domande puntuali: chi è adesso l’entità preposta a gestire quest’incarico e con quali concrete competenze e professionalità rispetto all’industria dell’audiovisivo? chi sarà in grado di promuovere le nostre professionalità e competenze rispetto alle necessità delle imprese del settore che vorrebbero investire sul territorio? chi sarà in grado di garantire il necessario e continuo supporto alle produzioni? ci saranno ancora contributi alla formazione, allo sviluppo di progetti e alla distribuzione di prodotti audiovisivi nati in Fvg? esiste una strategia che possa tutelare i posti di lavoro e l’indotto che le strutture preposte assicuravano fino a oggi? se esiste, qual è?chi ci garantisce che il tema trattato in un progetto presentato o il punto di vista dell’autore non saranno discriminanti nell’accesso o meno ai fondi, libertà espressiva garantita in primis dalla Costituzione Italiana?

«Restiamo in attesa che il presidente Tondo e la sua Giunta intervengano immediatamente per porre rimedio all’avventata decisione – sottolineano i componenti del comitato -; nell’eventualità ciò non avvenga aspetteremo comunque le risposte che la Giunta regionale è tenuta a dare alle nostre domande. Pronti ad una mobilitazione immediata qualora queste risposte non diano sufficienti garanzie sullo svolgimento dei compiti che finora erano stati gestiti con qualifica e professionalità dalla Film Commission e dal Fondo dell’Audiovisivo».

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