19.02.2020 – 10.29 – In Cina ci sono più guariti (circa 1820) che contagiati (circa 1750); l’epidemia del Coronavirus Covid-19 sembra quindi stabilizzarsi, ed è la prima volta dal momento in cui l’emergenza sanitaria è iniziata, anche se la situazione a Wuhan resta molto seria con un numero totale di persone che sono già venute in contatto con la malattia che ha superato le 50mila. E con il monito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a non considerare affatto superata la crisi in quanto l’epidemia potrebbe spostarsi in Africa e causare, a causa delle scarse capacità di intervento sanitario nel continente, milioni di morti; allarme ripreso anche dal magnate statunitense Bill Gates, fortemente impegnato ormai da molti anni in azioni di sostegno umanitario, che ha lanciato un appello chiedendo a tutto il mondo di prepararsi a sostenere economicamente e operativamente l’Africa, evitandone l’isolamento, per prevenire questa possibilità.
Con i titoli delle agenzie stampa di ieri, richiamanti la possibilità che il “Coronavirus sia uscito da un laboratorio di Wuhan”, continuano però le teorie del complotto. Nell’interno delle note di agenzia viene poi spiegato, nel dettaglio, che l’ipotesi è quella di un contagio da animali a uomo a partire da esemplari infetti trattenuti nei laboratori per studi medici; però, per suscitare ulteriore allarme, basta il titolo, che diventa subito uno spunto per il rilancio di fake news sui Social, alimentato dal senatore statunitense Tom Cotton che ha riproposto una teoria, già smentita dagli analisti e dagli scienziati a fine gennaio, incentrata proprio sulla dispersione del virus iniziata da un laboratorio segreto di ricerca di Wuhan, impegnato in attività di sviluppo di armi batteriologiche. “Non sappiamo da dove sia arrivato, e dobbiamo arrivare fino in fondo”, ha dichiarato Cotton; “a poca distanza da quel mercato di alimentari cinese c’è l’unico super laboratorio che fa ricerca sulle malattie infettive umane”. Cotton, in ogni caso, che si riferisce al ben noto laboratorio di ricerca sulle cellule patogene con sicurezza di livello 4 (la più alta esistente) di Wuhan, ha riconosciuto che non ci sono prove di una origine della malattia a partire dal laboratorio stesso, insistendo però via Twitter sul fatto che la verità vada accertata e resa pubblica “da voi e dai vostri compagni comunisti”, con riferimento al governo di Xi Jinping, “proprio a causa della doppiezza e disonestà dei cinesi”.
Numerosi esperti, fra i quali studiosi statunitensi, hanno già escluso però che questo possa essere accaduto e che il virus possa essere stato creato dall’uomo. “Non c’è assolutamente nulla nella sequenza del genoma del virus”, ha dichiarato il professor Richard Ebright della Rutgers University, “che mostri che sia un prodotto di ingegneria”. I virologi e genetisti statunitensi hanno sottolineato come già molte nazioni abbiano abbandonato da tempo le ricerche sulle armi batteriologiche, dimostratesi dispendiose e poco efficaci dal punto di vista del rapporto fra quanto deve essere investito in termini economici e il risultato ottenuto. Un’arma batteriologica dovrebbe avere, per essere efficace, alta percentuale di mortalità e bassa percentuale di diffusione, esattamente il contrario del Coronavirus; gli effetti di una simile infezione dovrebbero quindi avvicinarsi molto di più a quelle da virus dell’Ebola, che dopo la prima epidemia era stato studiato per applicazioni militari ad esempio in Unione Sovietica, senza successivo sviluppo a causa dell’inefficacia nel controllo. E anche l’Ebola era stato al centro di teorie della cospirazioni, fra le quali una, particolarmente persistente, che vedeva gli Stati Uniti stessi colpevoli di aver stretto una infernale alleanza con le grandi compagnie farmaceutiche mondiali per la diffusione volontaria del virus nei paesi emergenti. E, e ci fosse bisogno di un’arma incontrollabile, da ‘giorno del giudizio’, sia gli Stati Uniti che la Russia, e anche la Cina, ne avrebbero già a disposizione, da settant’anni, un numero sufficiente, fatto di arsenali nucleari in grado di azzerare la nostra civiltà in quindici minuti.
[r.s.]


