29.10.2019 – 13.15 – Gonfiate le spese sostenute per i lavori e gli interventi sulle strade regionali del Friuli Venezia Giulia. Scoperta una truffa ai danni dell’ANAS S.p.A. per un importo che supera i 500mila euro, con un sistema di frode e illeciti nell’esecuzione di appalti per servizi di manutenzione strade, pronto intervento, sgombero neve e spargimento sale. L’operazione denominata “strade salate” condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste, coordinati del Procuratore Capo dott. Carlo Mastelloni, ha permesso di scoprire un diffuso sistema di frode e illeciti negli appalti. Tra gli indagati, ritenuti responsabili del raggiro, il direttore operativo della partecipata pubblica, responsabile esecutivo delle gare e l’amministratore di una azienda triestina appaltatrice.
La truffa è stata messa in atto attraverso una doppia contabilità, abilmente occultata, grazie alla collusione dei due principali indagati; in questo modo venivano fatte risultare una serie di manutenzioni sulle strade regionali, mai eseguite oppure venivano falsificati i dati relativi all’impiego di mezzi e di personale delle attività svolte, al fine di non farsi sfuggire nemmeno un centesimo dell’importo fissato dal Bando di gara. I reali costi sostenuti dalle ditte indagate, a fronte degli accertamenti sono risultati nettamente inferiori all’importo di aggiudicazione della gara, soprattutto per quanto riguarda gli appalti per gli interventi di sgombero neve, dove gli effettivi interventi effettuati dagli addetti, sono stati di molto inferiori a quanto rendicontato. Indagata anche una società del bellunese che aveva ottenuto l’appalto per pronto intervento, perché nonostante risultasse operante nei cantieri, ha dichiarato di non aver mai lavorato sulle strade del FVG.
Dieci in tutto i denunciati a vario titolo sette dei quali, indagati per il reato di falso. Coinvolte in tutto tre società, di cui 2 imprese sub appaltatrici e due i dirigenti dell’Ente Pubblico – ANAS, sospettati di aver intascato una provvigione di 65mila euro dall’imprenditore triestino e, accusati di concorso in truffa aggravata, falso ideologico in atto pubblico e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Su provvedimento del G.I.P. del Tribunale di Trieste è stato ordinato il sequestro preventivo per un equivalente complessivo di 640mila euro nella disponibilità degli indagati, considerati frutto degli illeciti consumati nell’arco temporale dal 2014 al 2017.
F.B.


