11 giugno 2026 – ore 09:30 – Il maltempo che ha interessato il Friuli Venezia Giulia nella giornata di ieri ha colpito soprattutto la fascia della pianura e della pedemontana, con una traiettoria che si è sviluppata dalla bassa pianura pordenonese fino alla media pianura udinese, interessando in particolare l’asse tra Sesto al Reghena e Premariacco. Secondo i dati della Protezione civile regionale, il sistema temporalesco si è formato nel tardo pomeriggio ed è rapidamente evoluto in una struttura lineare organizzata, accompagnata da grandine di piccole dimensioni e raffiche di vento molto intense. I fenomeni più rilevanti si sono concentrati nella media pianura udinese, dove sono stati segnalati i valori massimi del vento, fino a 90–100 chilometri orari in alcune stazioni a sud del capoluogo. La perturbazione ha avuto effetti anche sulle aree pedemontane e montane, dove si sono registrati i più elevati accumuli di pioggia dell’evento. In particolare, tra Carnia e Prealpi Carniche, nelle zone di Cazzaso, Paluzza, Enemonzo, Tramonti di Sotto e Chievolis, le precipitazioni hanno raggiunto valori elevati su più durate orarie, con punte superiori ai 100 millimetri nelle 12 ore in alcune località.
Nel settore occidentale della regione, tra Pordenone e l’area del Sacilese, si sono verificati fenomeni temporaleschi meno persistenti ma comunque intensi, con allagamenti localizzati e interventi diffusi dei soccorsi. Più defilata la costa, dove le precipitazioni sono risultate deboli o assenti, in particolare lungo il litorale triestino. Sul fronte idrogeologico, i livelli dei principali corsi d’acqua sono rimasti al di sotto delle soglie di guardia. Alcuni superamenti della soglia di attenzione sono stati registrati nei bacini del Chiarsò, del But e dell’Arzino, soprattutto nelle aree montane, senza criticità rilevanti. La Protezione civile segnala inoltre numerosi interventi per cadute di alberi, rami e piccoli danni a infrastrutture, concentrati soprattutto nella fascia centrale della pianura friulana. In totale sono state attivate 27 missioni con circa un centinaio di volontari e 34 mezzi impegnati nelle operazioni di supporto e messa in sicurezza. L’episodio rientra in un quadro di instabilità atmosferica legato al passaggio di una saccatura atlantica sull’Europa centrale, con una successiva rimonta anticiclonica che sta determinando, nelle ore successive, un graduale miglioramento delle condizioni meteo sul territorio regionale.
Articolo di Francesco Viviani


