Logistica (ancora) su gomma, un terzo traffico A4 Trieste è di mezzi pesanti

3 maggio 2026 – ore 10:30 – Se tanto si discute dell’utilizzo delle ferrovie per il trasporto merci e quanto le autostrade siano affollate di turisti, presagio dell’estate e delle ferie a venire, occorrerebbe in realtà osservare come molto dell’affollamento derivi anche dai camion utilizzati per la logistica. Nell’ambito locale, nonostante Trieste sia un porto soprattutto ferroviario, sulla A4 Venezia-Trieste il traffico di camion è sempre elevato: lo confermano i numeri comunicati da Autostrade Alto Adriatico, secondo cui un terzo del traffico è costituito da mezzi pesanti, per l’esattezza 15 milioni di transiti nel 2025 su un totale di 54 milioni, il numero più elevato dell’intera rete italiana. E che non accenna a smettere, anzi: da gennaio a marzo 2026 il traffico è aumentato del +3,16%. A confronto coi 36 milioni di transiti del 2003, i volumi sono pressoché raddoppiati.
Ciò non deve sorprendere, perché la rete è inserita nel Corridoio Europeo V, specie in relazione ai Baltici; inoltre vi operano i tir verso l’Austria e la Germania, oltre che verso l’Europa centrale. Dopotutto il Friuli Venezia Giulia ha sempre mirato e tutt’oggi ambisce ad essere una piattaforma logistica, sebbene al prezzo della viabilità generale. Continuano intanto i lavori per la Terza Corsia: oggigiorno appaiono spalmati su 77 chilometri e comprenderanno anche la trasformazione del raccordo Villesse-Gorizia in autostrada.

Ricordiamo che in generale Autostrade Alto Adriatico non ha modificato i pedaggi per un periodo di 8 anni e la loro invariabilità è stata confermata fino all’anno 2029, e questa situazione si colloca all’interno di un piano finanziario che raggiunge la cifra di quasi due miliardi di euro, il tutto in applicazione dei principi contenuti nell’Accordo di Cooperazione stipulato tra Autostrade Alto Adriatico, le due Regioni e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Sul versante della logistica, è stato formalizzato un accordo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale per la digitalizzazione dei flussi di traffico che hanno come origine o come destinazione il porto di Trieste. Risulta infine in fase di progettazione un impianto fotovoltaico destinato a occupare una superficie di 16 ettari di terreni di proprietà aziendale, e tale impianto è pensato per supportare la CER, ovvero la Comunità Energetica Rinnovabile del Friuli Venezia Giulia.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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