07.02.2026 – 15.30 – Nada Malanima calcò per la prima volta il palco dell’Ariston a soli quindici anni, il 30 gennaio 1969, con Ma che freddo fa. Venerdì 13 febbraio 2026 alle 21 sul palcoscenico del Teatro Miela presenterà il suo nuovo album, Nitrito. Tra un evento e l’altro sono trascorsi 57 anni. Che strano pensare, oggi, a com’era l’Italia allora: un ricordo in prima persona per alcuni; per altri un’atmosfera evocata, attraverso immagini d’epoca o memorie dei nostri genitori e nonni. Un’Italia che si rimboccava le maniche e guardava al futuro. Nell’agosto di quello stesso 1969, negli Stati Uniti ci fu Woodstock: e dunque il no alla guerra in Vietnam, l’era dell’acquario, i figli dei fiori, la liberazione femminile e quella sessuale (non sempre o non necessariamente coincidenti), la psichedelia, tutti mescolati assieme in un bagno di folla, come solo i giovani sanno (o sapevano) fare. Che contrasto estetico con Nada, ragazzina, candidamente vestita per entrare nelle case degli italiani. Tale all’epoca era il significato – educato, serio, rispettoso – che si attribuiva al fatto di apparire in televisione, attorno alla quale le famiglie si riunivano in un rituale sociale certo non esente da difetti, ma al contempo lungi anni luce sia dal vuoto degli odierni reality show sia dal solipsismo dell’intelligenza artificiale.
Entrare nelle case degli italiani in prima serata, poi: addirittura da Sanremo. Gli uomini dentro lo schermo, per dire, erano tutti in giacca e cravatta. E allora che contrasto nella forma, con Woodstock, ma al contempo che analogie nella sostanza di alcune delle idee che arrivavano fresche dall’America. Il vestitino bianco di Nada era corto, e gli stivaletti altrettanto bianchi, ma non troppo alti: nel mezzo, erano ben visibili le ginocchia scoperte della debuttante adolescente, subito soprannominata “il pulcino del Gabbro”, mentre intonava a squarciagola la storia di un amore perduto, scritta per lei da Franco Migliacci e Claudio Mattone: “Mi sento una farfalla che sui fiori non vola più / Che non vola più, che non vola più / Mi son bruciata al fuoco del tuo grande amore che s’è spento già / Ma che freddo fa, ma che freddo fa”. Una scena di verità a tratti impensabile da cantare in pubblico fino a pochi anni prima, in un Paese che non accettava ancora il divorzio ma che semmai spesso si immedesimava nei panni sporchi lavati in casa di stupratori, picchiatori e assassini.
Ma che freddo fa, la prima canzone con cui Nada si è presentata all’Italia, rappresenta tuttora anche il suo pezzo più rappresentativo. Nel frattempo in questi 57 anni lei ha portato e continua a portare avanti una carriera artistica d’eccezione, che spicca il volo con la vittoria a Sanremo nel 1971 con Il cuore è uno zingaro, in coppia con Nicola Di Bari, sempre per la firma di Migliacci e Mattone. Nel 1983 porta al Festivalbar, appena passato alle reti Fininvest, Amore disperato: un altro successo sempreverde. Sono i titoli impressi nella memoria collettiva del pubblico generalista ma non sono i soli. Nel frattempo infatti l’artista sperimenta anche l’autorialità, pubblicando dal 1969 al 2025 un totale un totale di 21 album da solista, che spaziano dalla canzone italiana nazional-popolare a quella d’autore passando per le varie declinazioni del rock. Numerose sono anche le collaborazioni celebri. Nel 2016 la canzone Senza un perché è consacrata come hit internazionale dalla serie televisiva The Young Pope, diretta da Paolo Sorrentino con protagonista Jude Law. A maggio 2025 è uscito l’ultimo album di Nada, Nitrito, prodotto da John Parish, su etichetta Santeria e distribuzione Audioglobe, registrato negli studi J&J di Bristol (Regno Unito). Può piacere o meno, in ogni caso Nada è un pezzo vivente della storia della musica italiana. È inoltre scrittrice e attrice teatrale. I biglietti per la serata al Miela (platea 30 euro, galleria 25) si possono acquistare alla biglietteria del teatro tutti i giorni in orario 17-19 (+39 040 34 77 672), al Ticketpoint di Galleria Rossoni in corso Italia 6/C (da lunedì a sabato in orario 8.30-12.30 e 15-19) oppure online (www.vivaticket.com).
[l.g.]


