Da fabbrica di cioccolato ad appartamenti, lo strano destino della ditta Lejet

13.02.2025 – 12.11 – Se trasformare l’ex fabbriche otto-novecentesche in appartamenti è ormai piuttosto comune in Germania, specie a Berlino, in Italia rimane ancora raro. Dimostra pertanto la fame di appartamenti a Trieste, nonostante bruschi arretramenti nelle classifiche e improvvise corse al rialzo causate dagli acquirenti esteri, specie austriaci, sloveni e croati, il caso di via Michelangelo Buonarroti n. 14 dove la vecchia fabbrica Lejet è stata posta in vendita come bilocali siglati quali ‘case ville‘. A Trieste di solito ampi spazi di questo genere, scomparsa la natura industriale tutta confinata nella piana di Zaule, vengono utilizzati come magazzini dai negozi e dalle aziende; in questo caso complice la scomparsa di attività nell’area, con l’eccezione della storica Società Ginnastica Triestina ASD poco distante, l’ampio spazio un tempo utilizzato quale manifattura è stato restaurato e suddiviso in appartamenti nuovi di zecca; non a caso si scrive di primo ingresso. L’agenzia Tirabora Immobiliare scrive di “Casa del cioccolato” e scherza, cappello a cilindro sulla testa, su Willy Wonka, ma rimane una fabbrica ottocentesca ri convertita ad appartamenti. Il trend nella zona, guardando d’altronde all’esempio delle Officine Holt di via Gambini e, in un ambito però piuttosto diverso, alla Fabbrica Sadoch di viale Ippodromo, sembra bene avviato.
Tecnicamente dove un tempo gli operai confezionavano il cioccolato di Lejet per gli austriaci prima e gli italiani dopo ci saranno sei appartamenti a schiera con accesso indipendente: due camere, 1 bagno, 1 spazio esterno privato, 1 posto auto coperto acquistabile ed, essendo tutto al piano terra, zero barriere architettoniche. Una curiosità: uno degli appartamenti includerà la ciminiera dell’ex Fabbrica.

Ricordiamo che la fabbrica attuale, di cui Trieste news aveva già approfondito la storia, risale al 1890 quando “il signor N. Lejet, un bravo operaio che era occupato nella fabbrica Valerio, messo da parte col lavoro stesso un modestissimo capitale, impiantava da sé una piccolissima fabbrica sull’erta del Farneto, per la fabbricazione della cioccolata”. L’edificio oggigiorno in vendita serviva per la lavorazione del cacao e includeva anche una stalla. La ciminiera risale anch’essa a quel periodo, ed è alta venti metri. Un tempo i due corpi di fabbrica erano tra loro collegati e gli attuali cortili interni non erano visibili. Il cioccolato di Lejet conobbe un notevole successo, specie come dotazione per l’esercito austriaco; poi rimase un prodotto molto apprezzato dai triestini tra il 1920 e il 1930, terminando l’attività solo durante la seconda guerra mondiale, nel 1942.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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