10.01.25 – 17:15 – Una ricerca in ambito medico-scientifico dedicata all’allergia da contatto alla neomicina, un antibiotico contro le infezioni di cute, orecchio ed occhio, utilizzato anche per infezioni urinarie ed interventi chirurgici. E’ questo lo studio epidemiologico multicentrico condotto del Prof. Luca Cegolon (UCO Igiene e Medicina Preventiva) e dalla Prof.ssa Francesca Larese Filon (Direttore dell’ UCO di Medicina del Lavoro) dell’Università degli Studi di Trieste che è stato pubblicato sulla rivista internazionale Contact Dermatitis.
Tale studio – condotto con ASUGI – si è focalizzato sulla prevalenza dell’allergia da contatto alla neomicina in oltre 30.000 pazienti visitati e sottoposti a patch test in vari ambulatori allergologici del Nord-Est, tra cui Trieste, Padova, Pordenone, Rovigo e Trento/Bolzano, a partire dal 1997 fino al 2021.
Grazie ad esso, si è potuto notare che la sensibilizzazione alla neomicina ha subìto una riduzione nel tempo, con una tendenza ad aumentare di pari passo con l’età, specialmente in pazienti di sesso femminile di età superiore a 60 anni e affetti da dermatite alle gambe; la maggior parte dei pazienti allergici alla neomicina, inoltre, reagiva anche ad altri allergeni (fenomeno definito co-sensibilizzazione), soprattutto verso ingredienti utilizzati in creme ed emollienti (come lanolina, benzocaina o conservanti con timerosal).
Stando alla ricerca, ciò sarebbe dovuto ad una minor circolazione dell’antibiotico in Italia per direttive politiche e sanitarie riguardo la sua prescrizione e vendita da banco; in alcuni paesi come la Danimarca, ad esempio, la neomicina è stata addirittura ritirata dal commercio dal 2009 per uso medico sull’ uomo. Misure politiche, queste, implementate anche in Canada ma non in USA – area in cui tra il 2011 e il 2018 la neomicina rappresentava il responsabile più frequente di allergia da contatto.
Dopo il primo caso di allergia da contatto da neomicina avvenuto nel 1952, tale antibiotico ha acquisito progressiva importanza nel corso degli anni fino ad essere eletto allergene dell’anno nel 2010 dall’ American Contact Dermatitis Society.
[e.s.]


