28.12.2024 – 15.00 – Stato di agitazione degli addetti guardiafuochi negli ospedali gestiti dalla Asugi (Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina) e in particolare nei nosocomi triestini di Cattinara e “Maggiore” e nel San Polo di Monfalcone. Lo comunica il sindacato autonomo Fesica-Confsal regionale, quale organizzazione maggiormente rappresentativa nel comparto.
E ciò in relazione ai trattamenti economici davvero bassi e insufficienti – con retribuzioni di meno di 800 euro netti al mese e inferiori persino rispetto ai “minimi” previsti dall’articolo 36 della Costituzione italiana -, nonché alla carenza delle condizioni di sicurezza in cui lavorano giornalmente i suddetti operatori, alla dipendenza del servizio di vigilanza antincendio delle aziende “Phos” e “CMB” operanti in regime di appalto pubblico nei siti ospedalieri citati.
In merito, la Fesica-Confsal, con l’azione coordinata di tutti i suoi rappresentanti nel settore (dal segretario regionale Filippo Caputo, al dirigente dell’Ufficio Vertenze Antonino Martelli, al rappresentante Rsa aziendale Marco Zaccaria), è intervenuta con approfonditi incontri e colloqui con tutti gli “attori” delle controparti interessate, dalle società gestrici dell’appalto alla “stazione appaltante” (Asugi e Arcs-Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute) discutendo, con i diversi livelli e uffici di competenza, tutti gli aspetti di criticità degli inadatti o insufficienti contratti in essere, per i quali è stata sostenuta la necessità di una loro sostituzione con strumenti contrattuali più adeguati o, quantomeno, una loro profonda revisione.
A seguito però delle mancate risposte di entrambe le controparti interessate, probabilmente dovute anche a talune incertezze o scarse conoscenze procedurali-contrattuali – come i rappresentanti della Fesica-Confsal hanno potuto constatare nel corso dei colloqui -, e valutando l’inaccettabilità delle ipotesi di ulteriori rinvii sine die, a fronte dei forti disagi che i dipendenti denunciano quotidianamente, il sindacato non ha potuto che proclamare lo “stato di agitazione” del personale, quale primo segnale in vista di ulteriori e più decisive azioni ove la situazione non si dovesse sbloccare.
Di un tanto la Fesica-Confsal ha informato i prefetti di Trieste e di Gorizia, il direttore generale di Asugi e i competenti dirigenti dell’Azienda, la Commissione di Garanzia per gli scioperi e le società appaltatrici del servizio. Contestualmente ha dato mandato ai propri legali di provvedere all’apertura di un’azione presso il competente Giudice del Lavoro.
«Con ciò la Fesica-Confsal – dichiara il Segretario regionale Caputo -, pur restando disponibile a qualsiasi concreta e utile proposta che dovesse nel frattempo intervenire dalle controparti, intende tuttavia procedere con determinazione in quell’azione di tutela dei giusti diritti e necessari miglioramenti delle condizioni di vita e di lavoro degli operatori antincendio del Friuli Venezia Giulia, che ha già avuto una significativa adesione dei lavoratori interessati e che proseguirà fino a che non si conseguiranno i concreti risultati di cui c’è un essenziale bisogno».


