05.07.2023 – 11.26 – Qual è la situazione a Trieste e in Friuli Venezia Giulia concernente i profughi ucraini? Se infatti la situazione dei cittadini in fuga dal conflitto in corso dominava le testate nazionali i primi mesi, oggigiorno la questione sembra essere stata accantonata. Nonostante gli ucraini rappresentino il quarto gruppo extra UE presente in Italia, la presenza nel FVG appare di minore importanza. In totale, dall’inizio del conflitto nel marzo 2022, sono entrate nel paese quasi seimila ucraini (5977); 4210 erano donne, i restanti primariamente anziani e bambini. Tra questi coloro che hanno scelto di rimanere nella Regione rappresentano una percentuale molto bassa; dal 31 marzo al 2 giugno, secondo la Protezione Civile, c’erano appena 132 persone, rispettivamente 21 a Trieste, 10 a Gorizia, 69 a Udine e 32 a Pordenone. Gli ucraini generalmente dispongono di una forte rete di contatti e aiuti a livello famigliare; infatti solo 914, dei 5977, hanno ricevuto assistenza con oneri a carico del governo italiano. Scendendo nello specifico, si trattava di 292 a Trieste, 355 a Udine, 153 a Pordenone e 114 a Gorizia. I più però si sono trasferiti in altre Regioni o paesi, a seconda anche delle opportunità lavorative offerte.
Una frazione consistente dei flussi di profughi ucraini si è concentrata in Polonia, per la storica amicizia – economica, culturale, politica e soprattutto linguistica – che lega i due paesi. Altrove la presenza ucraina, specie in paesi meno pronti a gestire i flussi migratori, è stata appropriata dalle mafie locali, con casi di sfruttamento della prostituzione, pornografia e traffico di minori.
Le due giornate di workshop internazionale sulla tematica, svoltasi al parlamento di Varsavia alla presenza di rappresentanti di 13 diverse nazioni europee, ha sottolineato l’urgenza di informare i profughi ucraini sui propri diritti. L’Italia ha, dal suo canto, proposto di facilitare i contatti con le comunità ucraine locali, di mappare le piattaforme Social che rischiano di ‘catturare’ i più ingenui e infine di creare un sito web con informazioni complete su come funziona l’accoglienza nei paesi UE.
[z.s.]


