19.01.2023 – 10.44 – La scomparsa di Luigi Gregori, meglio noto come Gino Landi, lo scorso 17 gennaio 2023 è stata occasione di grandi commemorazioni e ‘forti’ ricordi da parte di quel mondo dello spettacolo, dal ballo, al teatro, al cinema del quale Landi è stato indiscusso protagonista. Di professione coreografo, regista teatrale e televisivo (famoso per l’organizzazione di Sanremo e Festivalbar), Landi aveva anche un rapporto con Trieste, mediato da quei teatri del quale la città è sempre stata generosa finanziatrice. In particolare Landi aveva collaborato per decenni con il Teatro Verdi e con il Politeama Rossetti. Proprio per quest’ultimo Landi aveva esordito come coreografo per lo spettacolo del 1970 ‘Al cavallino bianco’ e successivamente nel 1971 con ‘Il fiore di Hawaii’. Un impegno poi proseguito nel 1972, con la cura della regia di ‘Cin ci La’ e della coreografia de ‘La principessa della Czarda’. Dopo una pausa di due anni, ecco nuovamente Landi a Trieste dietro la regia rispettivamente de ‘La donna perduta’ e della coreografia del ‘La Contessa Mariza’.
La presenza, durante gli anni Ottanta del novecento, fu certo più sporadica, ma altrettanto significativa con la regia per il Teatro Verdi de ‘L’acqua cheta’ (1981) e di ‘Frasquita’ di Franz Lehár (1984). Si congederà dal Teatro Verdi appena nel 2006, con lo spettacolo ‘Il Mondo della Luna’ di Giovanni Paisiello.
Proprio il Teatro Verdi di Trieste lo ha ricordato con affetto come un “Artista indimenticabile fra le maestranze e il pubblico, ha curato la regia e la coreografia per gli spettacoli del Festival dell’Operetta dal 1970 e quasi ininterrottamente ogni anno fino al 2005, portando in scena oltre cinquanta spettacoli. Regista di straordinaria genialità creativa e coreografo brillante, sapeva curare con facilità incredibile la messa in scena di spettacoli di grande complessità sempre in empatia con tutti gli artisti e i tecnici di palcoscenico, con una sensibilità ammirabile […] Gino Landi è stato fra gli artisti più emblematici del secondo Novecento nella storia del Teatro Verdi di Trieste”.
[z.s.]


