Cabinovia, il fronte del ‘no’ lancia una raccolta fondi online

11.01.2022 – 08.00 – Il Comitato No Ovovia lancia una campagna di raccolta fondi online per sostenere i costi dei ricorsi contro la realizzazione dell’impianto che collegherà il centro cittadino con il Carso. Ad annunciarlo, in un gremito circolo della stampa, il coordinatore del Comitato William Starc, da sempre contrario alla realizzazione all’opera. “Abbiamo bisogno di risorse per batterci nelle sedi opportune – spiega – sostenendo le legittime opposizioni dei residenti alla variante 12 del Piano Regolatore e predisponendo un ricorso al Tar in merito al piano di fattibilità tecnica ed economica”. Battaglie legali che necessitano di una sostanziosa copertura finanziaria. Almeno 10mila euro in un mese per coprire i costi di carte bollate e avvocati. Il termine per presentare ricorso, infatti, è il 15 febbraio, almeno per quanto riguarda gli esposti all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) e alla Corte dei Conti. Per fare una donazione è sufficiente collegarsi sul sito ufficiale del Comitato (noovovia.it) e seguire le indicazioni. Solo nella giornata di ieri, primo giorno di crowdfunding, sono stati raccolti 1300 euro.

Per dare un aiuto agli avvocati che seguiranno i ricorsi il comitato metterà a disposizione a partire da domani, sempre sul sito, tutta la documentazione relativa al progetto di fattibilità tecnico-economica e la cronistoria della cabinovia, le delibere e gli atti ad essa associati. Nel frattempo il Comitato inizia oggi l’opera di affiancamento legale agli espropriandi, con una prima riunione che si terrà questa sera in un ristorante di Opicina.Dico fin d’ora che i fondi non saranno sufficienti – ammette Starc – perché i costi dei ricorsi sono importanti, per questo motivo vi chiedo di fare opera di proselitismo per portare avanti questa battaglia che non è di destra, di centro o di sinistra, ma è una battaglia civica che dovrebbe muovere tutte le coscienze di chi ha a cuore questa città”.

Nel dibattito che è seguito all’annuncio del “via” alla raccolta fondi alcune critiche sono sorte sulla possibilità, da parte di chi è contrario alla realizzazione della cabinovia, di inondare il Comune di Trieste con email o raccomandate spedite da singoli, anziché fare fronte comune rivolgendosi ad avvocati o professionisti del settore. “Ad eccezione di chi si vedrà espropriato di parte delle sue proprietà non è necessario in questa fase muoversi attraverso dei legali – questa la controdeduzione dell’ex rettore Maurizio Fermeglia – al contrario è fondamentale fare massa critica. In questo senso, maggiore sarà il numero di lettere o email che arriveranno al Comune contenenti critiche al progetto, più peso assumerà la nostra iniziativa. Ora contano i numeri e non i contenuti, perché questi il Comune li conosce benissimo”.

[g.p]

Ultime notizie

Dello stesso autore