I giovanissimi che fecero la storia delle grotte di Trieste

10.12.2022 – 07.01 – La storia dell’esplorazione speleologica a Trieste annovera grandi e venerandi nomi; ma accanto ad essi vengono spesso dimenticate due piccole associazioni che, se ebbero vita breve, influenzarono però profondamente la storia del sottosuolo carsico, confluendo nel primo caso nella Società Alpina delle Giulie (SAG) e, nel secondo caso, nel Club Touristi Triestini (CTT). Si tratta del ‘Club Alpino dei Sette‘ nella prima accezione; e dell’‘Hades Verein‘, nel secondo.
Il Club Alpino fu il primo gruppo speleologico triestino composto dalla sola gioventù delle scuole e dell’università; erano, per l’appunto, sette e l’età si aggirava tra l’adolescenza e la giovinezza. I membri di spicco del gruppo erano i fratelli Boegan che, all’epoca della nascita ufficiale del Club (12 luglio 1892), avevano diciannove (Felice) e diciassette anni (Eugenio).
I sette erano generalmente benestanti, con padri attivi nella piccola imprenditoria triestina o professionisti noti nel campo della giurisprudenza o dell’istruzione; e non sorprende dunque che il gruppo fosse bene organizzato, con un Presidente, un vice, un segretario, un cassiere, tre direttori e tre corrispondenti settori di attività (escursionismo, alpinismo, ‘grottismo’).
L’attività speleologica rimase però preponderante; e riaffiorò con forza dall’agosto 1893, quando il Club iniziò a pubblicare il quindicinale ‘La Mosca, organo del Club Alpino dei Sette‘ (agosto 1893), poi divenuto la ‘Rivista Alpina‘. Si trattava di un giornaletto sociale che conteneva le cavità visitate, le escursioni compiute e si presentava con disegni e schizzi dei giovani raffiguranti scorci romantici di montagne e doline.
Il gruppo, nonostante la giovane età, era molto bene organizzato e, nei pochi anni di vita, esplorò un numero di grotte estremamente elevato, giungendo a poter assoldare portatori per le esplorazioni di maggiore entità e ad avere una rete di informatori locali (contadini, pastori, ragazzi del luogo) che indicavano loro cavità ancora sconosciute.
Il Club incontrò una prematura fine quando, a seguito della pubblicazione su ‘La Mosca’ di un articolo antiaustriaco, fu sottoposto a perquisizione dalla polizia. Il Club non era, alla prova dei fatti, un covo di irredentisti, ma le autorità austriache osservarono come non avesse seguito nessuna delle regole in vigore per le associazioni, forse complice l’ingenuità dei suoi giovani membri. Venne pertanto chiuso e i suoi appartenenti multati con 20 fiorini o in alternativa sottoposti a otto giorni di arresto. Non doveva essere una piccola somma, perché i più preferirono sopportare qualche giorno di carcere, invece di pagare.
Eugenio Boegan diverrà poi una figura di spicco nel panorama speleologico giuliano, autore dell’indimenticabile ‘Duemila Grotte‘, tutt’oggi pietra miliare delle esplorazioni sotterranee carsiche. La Commissione Grotte (CGEB) della quale era presidente dal 1904, all’interno della Società Alpina delle Giulie, porta oggigiorno il suo nome proprio in memoria delle sue esplorazioni.

Negli anni Novanta dell’ottocento, quasi in contemporanea al Club Alpino dei Sette, un gruppo di studenti delle scuole superiori di lingua tedesca decisero di formare un proprio gruppo speleologico, tra cui figuravano i fratelli Petritsch (Leo ed Ernst Felix, 17 e 15 anni) e i fratelli Perko (Andreas e Anton, 17 e 15 anni). Sotto la denominazione di Hades Verein, il Club tedesco diede inizio a un’impetuosa attività di esplorazione sotterranea, coadiuvata da un’imponente gamma di attrezzature. L’Hades aveva 140 metri di scale di corda, 200 metri di funi, pale, scalpelli e mazze; come il Club Alpino dei Sette, erano tutti figli di famiglie borghesi. Il modello ideale era lo speleologo austriaco Franz Kraus, mentre a livello locale erano stati avviati all’attività dal prof. Karl L. Moser. Come il Club Alpino dei Sette, anche l’Hades Verein pubblicava un suo albo sociale, denominato ‘der Hades. Mittheilungen aus dem Karst‘, con cadenza quindicinale; successivamente fu rinominato ‘Hades – Mittheilungen aus der Unterwelt‘. Il Club esplorava principalmente cavità verticali che richiedevano una certa competenza tecnica e apposite attrezzature; ricordiamo tra le grotte visitate, la Foiba Monte Spaccato e la Grotta Gigante.
Il lascito senza dubbio maggiormente curioso dell’Hades Verein era la denominazione classicheggiante, ma in lingua tedesca, delle ‘nuove’ grotte scoperte: si va dal Tartarus Schlund, all’Herkulesgrotte, a Persefone, a Pluton grotte. Queste denominazioni vennero poi utilizzate e tradotte in italiano dal Club Touristi Triestini, trasmettendosi in alcuni casi anche alla Commissione Grotte della Società Alpina delle Giulie.
L’Hades Verein venne chiuso nel 1894 per, come d’altronde lo stesso Club Alpino dei Sette, non aver rispettato le norme in vigore per le associazioni; i suoi soci confluirono così nel comitato Grotte del Cub Touristi Triestini (CTT) dove giocarono un ruolo chiave.
Tra i membri di spicco dell’Hades Verein e del CTT occorre ricordare Andrej Perko, grande protagonista della trasformazione ‘turistica’ delle Grotte di Postumia, delle quali divenne infine Direttore generale.

Fonti: Pino Guidi, Cenni sull’attività dei gruppi grotte a Trieste dal 1874 al 1900, Atti e Memorie Comm. Grotte “E. Boegan”, Vol. 32, pp. 85-127, Trieste, 1995
Il sito della Commissione Grotte E. Boegan è bene organizzato e presenta una vasta messe di materiale, dall’alto valore storico.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore