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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Pranzi ‘astronautici’, Franco Malerba spiega il cibo nello spazio a Trieste Science+Fiction

07.11.2022 – 10.16 – Orticoltura sulla Luna? Fantascienza, ma con una componente di ‘fantasia’ meno pronunciata di quanto si potrebbe immaginare. Franco Malerba, il primo astronauta italiano giunto in orbita il 31 luglio 1992, ha così commentato l’ipotesi, durante l’incontro di Mondofuturo di Trieste Science+Fiction, nella cui occasione ha presentato il suo nuovo libro ‘Il cibo nello spazio‘ (Dedalo edizioni). Ricorrevano infatti i trent’anni dall’ingresso nello spazio del primo italiano, a bordo dlelo space shuttle ‘Atlantis’.
“Una serra sulla Luna si potrà allestire. Il substrato lunare non ha l’aria di essere fertile, ma ci sono ricercatori che stanno studiando come, mescolandolo con concimi vari, il più possibile concentrati, si possa immaginare una serra sulla Luna che dovrà essere coperta, visto che siamo in una situazione di vuoto” ha commentato Malerba, osservando che il problema rimane avere un terreno sufficientemente fertile.

“Il cibo – ha illustrato Malerba, commentando il suo libro – diventerà sempre più un elemento fondamentale dell’esplorazione dello Spazio perché fino ad adesso ci siamo sempre basati sui rifornimenti da Terra, ma quando cominceremo a viaggiare verso la Luna e a creare habitat lunari dovremmo avere una certa autonomia. Il fatto di studiare sistemi sia dal punto di vista ingegneristico, delle serre, sia dal punto di vista botanico, della scelta delle piante giuste, diventa una priorità della scienza spaziale”.

Certo, c’è chi argomenta contro l’esplorazione dei pianeti e della Luna, ripetendo il vecchio mantra di pensare ai poveri bambini affamati in Africa e a problematiche più urgenti; eppure proprio la ricerca spaziale ha permesso una serie di innovazioni collaterali utili per combattere il cambiamento climatico e, nell’ambito alimentare, di disporre di un’alimentazione più sana ed economica. “A volte potrebbe sembrare indecoroso – ha commentato Malerba – visto che c’è ancora fame sul pianeta Terra, che ci occupiamo dell’esplorazione di Luna o Marte, ma tutto sommato questo serve sempre per riportare sulla Terra nozioni utili per la vita di tutti i giorni“.

“Stiamo diventando dei dietologici occupandoci di nutraceutica – ha concluso – ma anche di organolettica, perché questi pranzi astronautici devono essere gradevoli. Il cibo finisce per essere una delle gratificazioni durante un volo spaziale perché siamo confinati, non possiamo abbracciare i nostri cari, abbiamo un certo numero di stress da sopportare.
Ma, come sulla Terra, il cibo è anche occasione conviviale con i compagni di viaggio“.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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