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mercoledì, 7 Dicembre 2022

‘L’autista non fa salire i migranti’. Trieste Trasporti, ‘Nessuna discriminazione’

di Maria Beatrice Rizzo e Roberto Srelz
19.11.2022 – 12.44 –
“Quello che non hanno è la pelle bianca”. È un’accusa forte quella mossa da Maria Luisa Paglia alla società dei trasporti giuliana: alla fermata vicino al centro di accoglienza di Campo Sacro, a Trieste, quando i ragazzi ospiti del centro d’accoglienza chiamano il bus per la sosta, alcuni autisti saltano la fermata. Secondo la tutrice per minori stranieri non accompagnati, un comportamento da censurare, corroborato anche attraverso la pubblicazione su Facebook di un video che mostra l’autobus numero 44 tirare dritto e gli immigrati tendere la mano a vuoto. “I ragazzi”, scrive Paglia nella sua nota, “hanno tutti l’abbonamento, come lo hanno gli operatori e le operatrici, i mediatori e le mediatrici culturali che lavorano nella struttura. Questo succede spesso anche la mattina, quando i ragazzi devono andare a scuola. Il bus non è mai pieno e in ogni caso non in modo da non poter accogliere un gruppetto di minori”.

Ma davvero, come sostiene Paglia, è una questione di colore della pelle e il video mostra l’interezza del problema e spiega il contesto in cui si verifica? Su un tema da anni – e in queste settimane ancor di più – delicatissimo come quello dell’immigrazione e della rotta balcanica, la prospettiva che contestualizza le scene e la fotografia è più complessa, con possibili realtà che diventano invece motivo di scontro politico. Maurizio Marzi Wildauer, presidente di TPL FVG, alla polemica sterile non ci sta. “Ci sono arrivate decine e decine di segnalazioni da parte degli abitanti dell’altipiano – spiega il presidente – che di fatto non riescono ad usare il servizio di trasporto pubblico perché è quasi monopolizzato da cittadini extracomunitari. Sono di due nature diverse: ci sono sia quelli accolti dal centro di Campo Sacro, sia migranti che arrivano direttamente dalla rotta balcanica”.

Sono i migranti che fermano gli autobus senza aver titolo per essere ospitati a bordo a provocare, così TPL, la reazione degli autisti, che devono tutelare la sicurezza del trasporto e rispondere alle esigenze di chi effettivamente, come i minori non accompagnati del centro, hanno il pieno supporto di chi li accoglie e della società responsabile per il trasporto pubblico; spesso inoltre, lo dicono i rapporti fatti nel corso degli ultimi anni sul tema sia dalle Forze dell’ordine che dai centri di accoglienza stessi, per motivi facili da comprendere i migranti cercano di nascondere la loro vera età e provenienza per poter sfruttare i trasporti e raggiungere altre destinazioni. A loro volta i migranti minori non accompagnati sono quindi vittime di una situazione di grande incertezza, aggravata dal perdurare del problema e dalla mancanza di una gestione strutturata dei flussi e dei rimpatri. “È necessario fare una distinzione”, spiega ancora Marzi Wildauer, “tra gli stranieri che sono già inseriti nel sistema di accoglienza (come i minori a cui fa riferimento Paglia) e quelli che invece si trovano nei centri di prima accoglienza come quello di Prosecco. È complicato ovviamente distinguere fra chi ha e chi non ha il biglietto. Il tema è: chi lo possiede ha tutto il diritto di salire, chi non lo ha no”.

TPL ha già avviato, assieme alla Prefettura del capoluogo, controlli tesi a capire nel dettaglio la situazione, e la gran parte di queste persone, spiega TPL, non possiede alcun titolo di viaggio. Non una questione di pelle quindi, assicura il presidente. “L’unica discriminazione, se di discriminazione si può parlare, è tra chi ha il biglietto e chi non lo ha”, assicura. Il fenomeno, conclude TPL, crea un notevole disagio ai cittadini con lavoratori e studenti che non riescono usufruire del servizio di trasporto pubblico e sono costretti a cambiare le proprie abitudini. “Riguardo l’episodio specifico”, assicura Marzi, “verrà fatta un’attenta valutazione. Siamo in un contesto molto complicato: Trieste Trasporti si trova a carico una situazione che non le compete”. Inquadrature diverse quindi su uno scenario più ampio, che rappresenta una delle problematiche sociali più sentite di questo periodo inclusi i rischi di tensione e di ordine pubblico, che sottolineano la necessità di trovare una soluzione condivisa.

A stretto giro arriva una precisazione di Paglia, che spiega di “non aver fatto riferimento ai migranti di Campo Sacro, non perché non sappia ciò che succeda, ma sono situazioni diverse rispetto a quello da me segnalato”. Ciò che preoccupa l’esponente PD sono le assenze dei ragazzi regolarmente ospiti della comunità di accoglienza a Prosecco, che potrebbero raggiungere un numero troppo elevato: “Siccome l’evento succede spesso anche la mattina, favorisce l’accumulo delle assenze negli istituti che taluni frequentano, rendendo difficile la possibilità di continuare i percorsi scelti”. Ancora una volta l’auspicio è quello di chiarire presto “questa triste vicenda”, conclude.

mb.r/r.s

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