17.10.2022 – 07.01 – Il porto di Trieste sarà uno dei principali snodi logistici per il trasporto di componenti per l’assemblaggio di automobili rispettivamente dall’estremo oriente, passando per lo scalo giuliano e giungendo all’industria in Val di Sangro (Abruzzo). Il ruolo del porto di Trieste è stato svelato nell’occasione della firma per l’accordo, avvenuto lo scorso 12 ottobre, tra l’Interporto d’Abruzzo Manoppello (Pescara), la Honda (ramo italiano) e l’impresa ferroviaria abruzzese Sangritana.
Specificatamente il contratto prevede, per un anno intero, il trasporto ferroviario della componentistica della Honda dal porto di Trieste, principale direttrice del Far East, alla regione dell’Abruzzo. Il principale partner coinvolto dunque nell’area triestina rimane la controllata portuale per la movimentazione ferroviaria, cioè Adriafer, la quale si è garantita pertanto una quota di treni stabile per l’Abruzzo; non un utilizzo occasionale, ma continuo per un anno intero.
Sangritana, in Abruzzo, sta tentando di allargare le proprie rotte ferroviarie: l’accordo giuliano è infatti il terzo, dopo quello con il comparto automotive di Atessa (Polonia) e con la Walter Tosto. Il principale partner dell’accordo in questione, cioè la Honda, ha dichiarato nell’occasione tutto il suo interesse a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, con la piccola sfida personale di anticipare il raggiungimento al 2040. È la prima volta che Honda Italia tenta di utilizzare le ferrovie italiane a un livello così intensivo, così massiccio coniugando questa scelta intermodale con una maggiore efficienza della supply chain. Proprio per questo Sangritana si è dotata di apposite locomotive di ultima generazione, con il modulo ‘ultimo miglio’ che ne ottimizza la resa energetica.
A seguito della firma dell’accordo è intervenuto il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Zeno D’Agostino che, come riportato dalla stessa Sangritana, ritiene che “lo sviluppo dei trasporti lungo la dorsale adriatica sarà sempre più focalizzato sulla ferrovia e sull’intermodalità, ma con una forte vocazione all’integrazione industriale visti i vantaggi offerti dal Porto Franco Internazionale.
Per questo la combinazione di Trieste più ferrovia diviene vincente per dare alle aziende la diminuzione dei tempi di trasporto ed una maggiore puntualità e nelle consegne nelle linee dirette con il Far East delineando nuovi scenari d’ingresso in mercati ancora non serviti”.
Vincenzo Garofalo, Presidente dell’Autorità Portuale Medio Adriatica, ha invece sottolineato l’importanza di “considerare la logistica e le relative infrastrutture quali elemento di politica economica fondamentale per assicurare la competitività dei settori produttivi insediati nel territorio abruzzese; si sente la necessità a livello nazionale e territoriale di sviluppare il sistema infrastrutturale nazionale come rete integrata, in coerenza con lo spirito della riforma dei porti e con le indicazioni provenienti dalle politiche europee e nazionali in materia di reti infrastrutturali”.
Solitamente per il traffico di componenti per le automobili – settore ormai in crisi a causa della doppia congiuntura ambientale pandemica, sebbene il settore elettrico spalanchi nuove opportunità – è il porto di Koper/Capodistria a detenere il primato; vi sono però stati segni in senso contrario, a cominciare dall’interesse dimostrato dalla Mitsubishi qualche mese addietro, sebbene per la componentistica elettronica.
[z.s.]


