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domenica, 4 Dicembre 2022

‘Cinesate’ Il governo tedesco litiga con Amburgo, al centro gli affari di Hhla e Cosco

04.10.2022 – 07.01 – Si verificano, in terra tedesca, attriti tra il governo centrale e la città-stato di Amburgo e, scendendo nello specifico, tra Hamburger Hafen und Logistik AG (Hhla) e il Ministro Federale dell’Economia Robert Habeck. Si tratta di un argomento familiare a Trieste, perchè si discute di investimenti cinesi; specificatamente la China Ocean Shipping Company (Cosco) voleva acquistare il 35% del terminale Tollerort, principale punto di arrivo della merce cinese e come tale un elemento strategico tanto per la Cosco quanto per la Hhla, a propria volta proprietaria del terminal. L’acquisto avrebbe permesso un ulteriore salto di qualità per Amburgo, con un affare dal valore di 65 milioni di euro. Si era giunti al pre-accordo prima che dall’alto, specificatamente dal Ministero dell’Economia, giungesse lo stop. Come avvenuto a suo tempo in Italia, la motivazione accusa come il terminale sia un elemento strategico per il governo tedesco e dunque non possa essere parzialmente venduto al paese del Dragone, in quanto rappresenterebbe un ulteriore tassello della Nuova Via della Seta.
Un caso che riveste una speciale importanza per Trieste, alla luce della gestione di Hhla della Piattaforma Logistica, per la quale proprio nell’ultimo periodo è stata evidenziata la necessità di un partenariato pubblico-privato tale da gestire i fondi per la costruzione della nuova banchina, il molo VIII.
Hhla, a sua volta, è intrecciata con la stessa Amburgo, la quale detiene il 69% delle azioni della compagnia logistica. La città-stato, dalla struttura molto simile a quella di Trieste, specie in tema di autonomia, controlla anche l’Authority amburghese, attraverso l’Autorità per l’Economia e il lavoro.
Lo stop all’acquisto cinese delle quote danneggerà la città di Amburgo; tanto a confronto con i concorrenti nazionali Rotterdam e Anversa, quanto a fronte dei concorrenti europei, ad esempio la Francia aveva avuto ingenti rapporti con l’analoga China Mercants Group, attraverso acquisizioni assai pesanti a Montoir, Dunkirk, Marsiglia-Fos e Le Havre.
Axel Mattern, amministratore delegato della Port of Hamburg Marketing, ha infatti replicato secco all’agenzia cinese Xinhua che quisi fa business, non politica” e che l’arrivo di Cosco “non può essere visto come un rischio, ma come un’opportunità”.
“Per noi non cambia niente – ha soggiunto Hhla, come riportato da MediTelegraph – È in corso un’analisi del governo, che non si è ancora chiusa”.
Il Ministero degli Esteri cinese, a propria volta, ha dichiarato: “Ci auguriamo che la Germania riesca a vedere l’investimento in un’ottica razionale e non discriminatoria, senza provare a mascherare il protezionismo con questioni di sicurezza nazionale”.
La Cosco, infine, sembra avere fiducia di poter fare l’investimento: la data limite infatti per l’acquisto del terminale è stata spostata al 31 dicembre 2022; rinvio annunciato per tranquillizzare la borsa di Hong Kong. La Via della Seta prevede infatti proprio l’Europa continentale quale approdo definitivo e mercato delle merci, tanto in entrata quanto in uscita.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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