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domenica, 4 Dicembre 2022

‘Chi è Cufter?’, Carlo Coretti nel romanzo di Stefano Corso

01.10.2022 – 09.17 – La parabola di un triestino innamorato della propria città al punto tale da doverne scappare per poter sopravvivere. È la storia di Carlo Coretti, solo parzialmente romanzata da Stefano Corso nel libro “Chi è Cufter?” (Castelvecchi editore) presentato nella sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevic. Coretti fu un irredentista che dovette fuggire a Roma, assieme ad altri noti triestini, istriani e fiumani dell’epoca, per scappare alle persecuzioni austriache. Che lui conobbe bene, tanto da assaggiare il carcere (scontato nella fortezza di Gradisca), per aver lanciato ripetutamente dei petardi sui militari austriaci. Amico di Silvio Benco, il quale scrisse il suo coccodrillo sul Piccolo il 14 gennaio 1934, e di un altro irredentista triestino in esilio a Roma, Eugenio Popovich, ebbe corrispondenze epistolari con Carducci e D’Annunzio. Coretti, oltre che acceso irredentista, fu un grande appassionato di fotografia stereoscopica (l’antenata della tecnologia 3D di un secolo fa), realizzata su lastre di vetro rimaste nascoste in uno studio fotografico romano fin dagli anni ’50. A riscoprirle l’autore del libro Stefano Corso, che dopo un laborioso lavoro di catalogazione assieme a Rina Ciampolillo, Tiziana Gagliardini e Roberto Conte (tutti grandi appassionati di fotografia) è riuscito a risalire all’autore di quei 7mila scatti ritrovati in un baule d’epoca.
Oggi la vita di Carlo Coretti rivive, oltre che con il libro, anche sui social network: non poteva mancare infatti una pagina Instagram, dal misterioso nome di “Who is Cufter?”, per raccontare attraverso le immagini la Trieste (e l’Italia) di cento anni fa. La risposta su chi è stato Cufter, invece, rimane sospesa tra le righe del romanzo.

[g.p.]

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