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giovedì, 8 Dicembre 2022

“Ogni vita è un capolavoro”, la mostra fotografica per sensibilizzare sull’Alzheimer

29.09.2022 – 17.30 – La lattaia più nota al mondo è un quadro dell’olandese Jan Vermeer del 1660, conservato nel Rijksmuseum di Amsterdam. Ma con quel frammento di vita reso eterno sulla tela, più simile a una fotografia che a un dipinto, non teme il confronto la fotografia, che più sembra un dipinto, che oggi si trova nel catalogo della mostra “Ogni vita è un capolavoro“, parte dei 33 scatti frutto della bravura di Bruno De Martin e Roberto Volpin e da oggi visitabile per una settimana al secondo piano della sede del Consiglio regionale, a Trieste.

La rassegna espositiva, creata dall’Istituto per servizi di ricovero e assistenza agli anziani (Israa) di Treviso, è stata portata nel capoluogo regionale dall’associazione nata nel 1988 in memoria di Goffredo de Banfield e attualmente presieduta da Maria Teresa Squarcina Monti.

L’occasione, ha spiegato la stessa Squarcina Monti in occasione dell’inaugurazione della mostra a Palazzo dove è stata allestita perché fortemente voluta dal presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Piero Mauro Zanin, è settembre mese mondiale dell’Alzheimer. Lo scopo è, infatti, quello di diffondere una nuova cultura dell’invecchiamento e contrastare gli effetti dello stigma connesso alle relative malattie.

“Il carico sulle famiglie e sui cosiddetti care giver è pesante, perché devono intervenire verso persone che non si rendono conto di essere malate. La nostra Regione sta adottando delle misure di sostegno per chi si adopera per loro”, ha commentato Zanin.

I modelli sono 41 anziani della residenza trevigiana Menegazzi, coadiuvati da più di 60 assistenti, dai parrucchieri ai sarti ai truccatori ai fotografi, “che si sono adoperati in maniera certosina e volontaria nel creare con materiali di recupero scenografie e costumi che spaziano dal ‘400 al ‘900, grazie ai quali è stato allestito un set fotografico che ha permesso di dare vita a veri e propri capolavori”, ha commentato il presidente Zanin.

Ecco che la donna che cuce di van Gogh strizza l’occhio alla signora con ventaglio di Klimt, che civetta con i giocatori di carte di Cézanne, invidiati dai duchi di Urbino di Piero della Francesca e imitati dai bari di Caravaggio, sotto lo sguardo vigile dall’uomo con il turbante rosso di van Eyck. E a tutti non si contano più le primavere, in onore del Botticelli.

“Si tratta di opere in cui gli ospiti della Menegazzi si sono ritrovati e hanno liberamente scelto per rivivere il tempo che fu. E poco importa se l’allora ballerina oggi è un’anziana donna in carrozzina e per poter interpretare il celebre quadro di Degas c’è voluto tutto il sostegno degli operatori e dei fisioterapisti”, ha fatto sapere ancora la presidente della de Banfield.

“Quest’anno non siamo stati lasciati soli – ha riconosciuto -, abbiamo avuto spesso il sostegno delle istituzioni locali e regionali nel nostro quotidiano, che si traduce nell’assistere gli anziani fragili o che sono stati colpiti da malattie neurovegetative. Essendo la nostra una regione ad alta componente anziana, costituiscono un problema sociale: sono infatti quasi 20mila le persone direttamente interessate. L’impegno degli assistenti è enorme, anche perché si tratta di operatori in età lavorativa, perciò si deve cominciare a pensare a dare loro risposte in campo occupazionale aziendale, argomento sul quale ci stiamo muovendo. Confidiamo che anche il Consiglio regionale si muova per assumere provvedimenti concreti soprattutto verso i familiari dei malati”.
[c.s.]

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