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domenica, 25 Settembre 2022

Lo smart working piace al FVG: un quarto delle imprese vuole utilizzarlo

19.09.2022 – 11.41 – Lo smart working, inaugurato nel Friuli Venezia Giulia durante il biennio pandemico, sembra destinato a restare per molte imprese del FVG: questione di costi, di impatto ambientale e, non ultimo, di apprezzamento degli stessi dipendenti. Un quarto delle imprese della Regione FVG ha ufficialmente dichiarato di voler proseguire con lo smart working (22%). Guardando ai dati, il 13,9% dei dipendenti che utilizzano lo smart working sono donne, il 10,9% uomini. Uno strumento utilizzato, durante la fase emergenziale, in percentuale maggiore per il FVG rispetto al resto dell’Italia: il 27% delle imprese ne ha fatto uso anche al di fuori dei lockdown, di contro a una media del 21,3%; ed è stato coinvolto il 10,1% del personale, a confronto con l’8,8% italiano.
Si parte con la prima necessità, ovvero un maggiore spazio dedicato al coworking: lavorare non in ufficio, ma dentro realtà informali appositamente dedicate, spesso frammiste a più aziende. Un’alternativa allettante, in tal senso, potrebbe essere offerta dagli spazi in degrado tanto di Trieste, quanto di Udine: il recupero procederebbe di pari passo con il loro utilizzo per lo smart working. Ormai ininfluenti, invece, i costi per la rete internet e per la strumentazione. Rimane invece lontano il piano di ripopolare borghi di montagna e paesi friulani ormai abbandonati coi lavoratori “agili”, sfruttando l’attrazione dei prezzi bassi e i luoghi incontaminati.
Onde approfondire questo filone, la Regione FVG si è candidata al progetto “Nomadi digitali“, indirizzato a “prevedere nei nostri compiti anche la promozione del lavoro agile nelle aziende private”.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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