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domenica, 4 Dicembre 2022

La scienza per conoscere il sisma, a Trieste ‘Terremoti d’Italia’

30.09.2022 – 09.04 – Sensibilizzazione, prevenzione, cultura e collaborazione; tra istituzioni soprattutto, ma coinvolgendo attivamente la cittadinanza. Non tutti sanno che uno dei rischi naturali che più interessano lo stivale è quello sismico: solo nel secolo scorso sono stati ben sessanta i terremoti che hanno provocato danni definiti gravi. Venti di questi hanno avuto effetti distruttivi tali da causare la morte di centoventi mila persone, oltre alla devastazione di interi centri urbani e la paralisi delle attività produttive nelle zone colpite. Oggi sappiamo che quasi la metà del nostro Paese è soggetta a elevata pericolosità sismica e che in questa vasta porzione di territorio vive il quaranta per cento della popolazione.
In Friuli Venezia Giulia, in particolare, regna la memoria del terremoto del 1976. Erano le 21 del 6 maggio quando un devastante terremoto di magnitudo 6.5 della scala Richter colpì la regione: Gemona, Maiano e Buia andarono completamente distrutti; le scosse successive, ed in particolare la seconda – 9° grado della scala Mercalli – colpirono anche l’Italia centrale, l’ex Jugoslavia, Austria, Cecoslovacchia, Svizzera, Belgio e Olanda. Il Friuli ringrazia e non dimentica, allora come oggi. Così, grazie allo sforzo delle istituzioni e delle realtà scientifiche della regione, Trieste ospiterà la mostra itinerante ideata dal dipartimento della Protezione civile della presidenza del Consiglio dei ministri, “Terremoti d’Italia”.

La mostra si propone di far conoscere cosa significhi davvero vivere in un paese ad alto rischio sismico, anche attraverso percorsi di simulazione,  soprattutto “in territorio come la nostra regione ha vissuto nel terremoto un dramma fortissimo” ricorda il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ma che anche ha saputo dimostrare una grande “capacità di ricostruzione”, fattore “fondamentale per reagire a situazioni estreme”, aggiunge. A fare gli onori di casa alla presentazione della mostra il magnifico rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda, che ha annunciato un nuovo corso di laurea magistrale dell’ateneo giuliano: quello in geofisica e geodati, in inglese.

Importante in questo contesto la presenza di Fabrizio Curcio, capo del dipartimento della Protezione civile che ha ricordato come il rischio sismico “è parte della nostra fragilità infrastrutturale”. La funzione della Protezione civile, infondo, è proprio questa: “Nasce sui rischi più tipici e classici. I terremoti, come anche le grandi alluvioni, o i grandi disastri naturali del nostro Paese hanno improntato la Protezione civile a una forte collaborazione con le realtà scientifiche”. Gli fa eco l’assessore con delega alla Protezione civile nostrano, Riccardi: “Volontari, professionisti e comunità scientifica sono fondamentali”.

Assieme all’UniTS anche il Centro di Ricerche Sismologiche – OGS, che i terremoti “li ha nel dna” dichiara Stefano Parolai, direttore di OGS. “La mostra è un’occasione unica e irripetibile, consente di capire la storia dei terremoti, con tappe importanti per lo sviluppo della ricerca”. Un grazie particolare è andato al docente di Geofisica dell’Università degli Studi di Trieste, Giovanni Costa: anima partecipativa di questa mostra.

Il percorso espositivo sarà visitabile fino all’8 ottobre 2022 al Trieste Convention Center in Porto vecchio – Hall 27, abbracciando quindi altri importanti eventi cittadini come la notte dei ricercatori, che si terrà il 30 settembre, e Barcolana. La mostra è gratuita ed è aperta al pubblico e a tutte le scuole (primarie e secondarie di I e di II grado) dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19, mentre il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. La prenotazione delle scuole si effettua tramite l’Immaginario Scientifico, anch’esso coinvolto nel portare a Trieste la mostra, così come l’assessorato alle Politiche dell’educazione e della famiglia della neoparlamentare Nicole Matteoni.

A disposizione un bus navetta gratuito in partenza da riva 3 novembre davanti al molo audace 30 minuti prima delle visite, a disposizione di tutti gli interessati.la mattina, dal lunedì al venerdì, la priorità viene data alle scuole ma il servizio è comunque disponibile per tutti. Tutte le informazioni sul sito dell’università.

mb.r

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