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venerdì, 9 Dicembre 2022

Flextronics, accordo tra Fiom, Fim, Uilm e azienda. Furia USB

29.09.2022 – 11.05 – Un altro accordo portato a casa da Fiom, Fim e Uilm salva la produzione Flex nel sito di Trieste. Sono state 48 le uscite volontarie e 72 i mancati rinnovi dei contratti di lavoro somministrato, pertanto “il piano industriale è coerente con la prosecuzione della produzione”. L’azienda, che conta 540 lavoratori, aveva incontrato il titolare del mise per la prima volta a giugno, quando era stato sottoscritto un contratto di solidarietà “transitorio” per un periodo massimo di 2 mesi che accompagnasse le verifiche sugli strumenti azionabili con Invitalia, Mise e Ministero del lavoro, anche con il coinvolgimento di Nokia.
Poi il secondo incontro, incentrato sulla strategicità di Nokia, tant’è che era stato lo stesso Giorgetti a intavolare un dialogo con Nokia Finlandia. L’ennesimo tavolo al ministero si era tenuto i primi di settembre: nella sede giuliana della multinazionale statunitense-singaporeana delle telecomunicazioni rimarranno 160 lavoratori; 280 sono in esubero. “Entro la fine del mese usciranno quasi tutti i 48 lavoratori che volontariamente hanno manifestato la volontà di licenziarsi- spiega Marco Relli all’Agenzia Dire -; una quindicina sono quelli vicini alla pensione che potranno beneficiare di uno ‘scivolo’; altri hanno trovato un altro lavoro o hanno aperto la partita Iva; alcuni hanno deciso per un periodo di stand by. Sui somministrati- continua il segretario Fiom- l’azienda non ha ceduto, ma ha sottolineato che non vuole più usare il personale in ‘staff leasing’, confermando che a fine ottobre i contratti con Adecco e Man Power saranno lasciati scadere”.

La sorte dei 72 somministrati “sono la parte più dolorosa dell’accordo” ha spiegato alla Dire Antonio Rodà. “L’azienda ha offerto due mensilità come compensazione per la fuoriuscita, ma noi pensiamo che l’offerta debba essere al rialzo – aggiunge – Ha chiesto inoltre che la Regione si attivi per la ricollocazione dei lavoratori, e ha fatto prospettare un diritto di prelazione per i lavoratori oggi somministrati per una futura stabilizzazione. Assunzione- evidenzia Rodà- che sarebbe possibile in quanto formalmente l’azienda stessa non ha licenziato”.

Ancora una volta USB non ci sta. Le modalità di sottoscrizione dell’accordo non piacciono al segretario Sasha Colautti: “USB non ha condiviso la scelta delle altre oo.ss. di sottoscrivere un accordo per garantire all’azienda quasi 50 uscite su base volontaria a cui si aggiungono quasi 80 lavoratori in staff leasing a cui sarà interrotto il contratto a fine settembre”, spiega. Ma i contratti di solidarietà fanno ben sperare Fiom, Fim e Uilm, che rimangono ottimiste. “Non capiamo come l’uscita complessiva di 140 lavoratori possa essere lontanamente rappresentata come una vittoria” conclude invece USB.

mb.r

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