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martedì, 29 Novembre 2022

Costo dell’energia e bollette, come correre ai ripari?

21.09.2022 – 09.00 – A partire dal prossimo mese di ottobre, i rincari sui prezzi delle bollette già riscontrati negli scorsi mesi tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate potranno raggiungere, nonché superare, un incremento del 100% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’allarme è stato lanciato dall’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente della Repubblica Italiana la quale negli scorsi giorni ha inviato una segnalazione al Governo nella quale è stato reso noto che “in relazione alle criticità legate agli elevati prezzi del gas naturale è atteso un incremento delle bollette per le famiglie, stimabile di oltre il 100% rispetto al trimestre in corso” e un ulteriore balzo in alto delle tariffe potrebbe arrivare con l’avvento dell’autunno laddove “si mantenessero i livelli delle quotazioni degli ultimi giorni”. La segnalazione, inviata a norma di legge ad esecutivo e parlamento, si conclude dicendo che l’attuale situazione del gas “rende necessari interventi straordinari, che dovrebbero accompagnarsi ad interventi sul mercato nazionale ed europeo del gas naturale, finalizzati al riequilibrio della domanda e dell’offerta, contenimento dei prezzi e relativi all’assetto del sistema”.

Attualmente, l’esecutivo ha già varato un piano per contenere i rincari ed aiutare il popolo italiano a sostenere quanto più possibile le spese attraverso l’emanazione del cosiddetto “Decreto Bollette” il quale prevede lo stanziamento di ulteriori tre miliardi di euro per la proroga di alcune misure di contenimento ai costi di energia elettrica e gas. Tra le misure troviamo: l’annullamento delle aliquote relative agli oneri di sistema (quindi i costi per le attività di interesse generale che interessano il quadro elettrico nazionale) delle utenze domestiche e non; la riduzione dell’IVA delle bollette per il gas al 5%. In arrivo, poi, anche nuovi fondi per il bonus sociale per le famiglie con redditi bassi, il quale sarà riconosciuto anche per il primo trimestre del 2022.

Nel caso l’Europa dovesse procedere ad un taglio integrale delle forniture del gas russo, per l’Italia, con l’arrivo dell’autunno e quindi dell’inverno, si prospettano stagioni davvero complesse, soprattutto per quanto concerne l’impennata dei prezzi del metano il quale, già adesso, a fine estate, ha subito un aumento del 123,71% (2,24 volte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e del 159,8%, ossia 2,60 volte il prezzo dello stesso periodo del 2020. Secondo le prime stime, attualmente, il prezzo del gas in Kwh si aggira in media sui 0,60 centesimi, in costante aumento e con una crescita che potrà arrivare a sfiorare l’euro nei prossimi mesi. L’impennata esponenziale del costo dell’energia ha già iniziato a mettere in ginocchio privati ed imprese; molte, tra quest’ ultime, hanno denunciato alle istituzioni la loro impossibilità a continuare le loro attività produttive in quanto i costi delle utenze stanno mandando KO i bilanci aziendali. Nel caso non saranno presi al più presto provvedimenti per calmierare i prezzi e supportare cittadini e realtà industriali (ma non solo, dal turismo, alla ristorazione all’abbigliamento) nel pagamento dei servizi energetici, ciò che ci aspetta è un 2023 nel quale si verificherà un periodo di forte recessione e un gran numero di chiusure. Molti piccoli e medi imprenditori hanno già risolto il problema rivedendo alcuni dei loro processi produttivi o prendendo maggiori accorgimenti nell’ambito del risparmio energetico quotidiano. Tuttavia, le aziende più piccole o quelle che già da tempo avevano preso accorgimenti per non andare in rosso a fine anno per altri motivi, attualmente non possono fare altro che limitare gli aumenti scaricando, loro malgrado, i costi extra sui prezzi dei loro prodotti quindi sulle tasche della clientela.

Per quanto concerne invece le famiglie, a pagarne maggiormente le spese saranno quelle abitanti in appartamenti dotati di riscaldamento autonomo. Per un nucleo famigliare con un consumo medio annuo di 1.400 metri cubi l’anno, la spesa sarà di circa 1.970 euro. Ad ogni modo, se il prezzo del gas dovesse crescere come annunciato sopra, la situazione potrebbe cambiare drasticamente portando il costo su base annua fino a toccare i 2.500 euro, ossia il 25% in più. Considerando poi, anche il costo delle utenze elettriche domestiche, la spesa prevista per il 2023 si potrebbe attestare attorno ai 5.660 euro, ovvero il 53% in più rispetto a quanto pagheremo per luce e gas nel corrente anno.
Ma qual è il modo migliore per difendersi da questi rincari i quali stanno rendendo insostenibili i pagamenti da parte dei cittadini? Purtroppo attualmente, eccezion fatta per le calmierazioni governative ed eventuali tetti al prezzo dell’energia, non esistono particolari soluzioni per far fronte a questo rilevante problema. Ciò che il privato può fare sin da subito, tuttavia, e migliorare il proprio efficientamento energetico ossia l’insieme delle operazioni utili ad ottimizzare lo sfruttamento delle fonti energetiche. Gli interventi di efficientamento, volti ad armonizzare il rapporto tra fabbisogno energetico ed emissioni inquinanti, beneficiano di incentivi fiscali. In altre parole l’efficientamento corrisponde all’adozione delle tecniche presenti sul mercato e di un comportamento consapevole e responsabile nei confronti degli usi energetici. Migliorare l’efficienza energetica significa quindi sfruttare l’energia in modo razionale, riducendo ed eliminando gli sprechi dettati da gestione e funzionamento di sistemi semplici come quelli casalinghi o complessi come quelli industriali.

Tra i più noti accorgimenti da prendere per migliorare l’efficientamento energetico della propria abitazione o della propria azienda troviamo: l’installazione di pompe di calore, il montaggio di caldaie a condensazione, la sostituzione degli infissi vetusti con quelli di ultima generazione, la sostituzione delle lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo (LED), la sostituzione, ove possibile, dei termosifoni con i termo camini, l’installazione di impianti di climatizzazione o di impianti che garantiscano produzione, consumo o sostituzione di fonti rinnovabili con altre con maggior livello di efficienza.
In alternativa, per alcuni, è possibile installare un impianto in grado di autoprodurre l’energia come avviene ad esempio con case o fabbriche in cui sono stati installati sistemi fotovoltaici e pannelli solari i quali permettono di auto produrre anche solo una parte dell’energia che si intende consumare. Investire in queste soluzioni permette oggigiorno di ottenere diversi vantaggi quali: la riduzione dei consumi e l’abbattimento dei costi sulla bolletta, l’adesione a campagne nazionali per l’ottenimento di eco-bonus ed eco-incentivi, la riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili e del relativo inquinamento dell’atmosfera con le emissioni di CO2 nell’ambiente.

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