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giovedì, 8 Dicembre 2022

Cabinovia Trieste-Carso, il fronte del no passa alle vie legali

20.09.2022 – 12:10 – Si tenuta questa mattina, presso il Circolo della Stampa di Trieste, in Corso Italia 13, una conferenza stampa indetta dal comitato “No Ovovia” per evidenziare il fatto che nelle ultime settimane, grazie all’acquisizione di alcuni importanti documenti, non sussisterebbero le condizioni per proseguire con l’iter tecnico-amministrativo per la realizzazione della cosiddetta Cabinovia Metropolitana Trieste-Carso, la quale, nei prossimi anni, dovrebbe andare a collegare il centro cittadino con l’antico scalo giuliano quindi l’Altipiano Carsico Triestino. Al tavolo odierno, il Comitato ha lanciato un ultimo appello all’Amministrazione Comunale, ai Dirigenti, e al responsabile del procedimento, affinché non vengano intraprese ulteriori iniziative di spesa con rsorse finanziarie anticipate dal bilancio comunale. Gli esponenti del fronte del no, infatti, hanno chiesto che tali denari vengano impiegati per spese definite “più necessarie e utili” alla città. Infine, se quest’ultima chiamata non dovesse essere recepita, i responsabili del Comitato si sono dichiarati pronti, ad “intraprendere un percorso nelle sedi opportune a tutela dell’interesse pubblico” presentando due esposti contro la realizzazione dell’infrastruttura rispettivamente presso la Corte dei Conti e alla Magistratura Ordinaria. Al tavolo hanno preso parte il leader del comitato “No Ovovia”, l’Architetto William Starc, l’ex Rettore dell’UniTs nonchè membro della locale sede del WWF, Maurizio Fermeglia e la portavoce dei residenti, Elena Declich.

Secondo quanto dichiarato nel corso della conferenza dall’Arch. Starc “in seguito alla domanda posta dalla Regione Friuli Venezia Giulia al Ministero dell’Ambiente per comprendere se nelle zone denominate “natura 2000” (siti designati specificamente per tutelare aree che rivestono un’importanza cruciale per una serie di specie animali o tipi di habitat) è emerso che la costruzione di tutti i tipi di impianti a fune sono esclusi dall’essere eretti in queste aree”. “Il Ministero ha ricordato – ha continuato Starc – che questo tipo di aree sono state ideate per la salvaguardia degli uccelli, quindi, da questo punto di vista, la cabinovia che sia considerata trasporto a fune o impianto di risalita sciistico, impatterà ad ogni modo con l’ambiente e la sua fauna. Preso atto di questa lettera – ha sottolineato l’Architetto – noi riteniamo che non sussistano più i presupposti per impegnare ulteriore spesa corrente dal bilancio comunale per finanziare il progetto della Cabinovia. Peranto, invitiamo il Comune, i dirigenti e il responsabile del procedimento a pensarci molto bene prima di intraprendere ulteriori atti di spesa. A questo proposito, per rafforzare quanto vi sto dicendo, sentiti i nostri consulenti legali, faremo un esposto agli organi competenti per documentarli su tutte le vicende di questa Cabinovia che fin dall’inizio ha presentato tutto un percorso discutibile; sia dal punto di vista amministrativo, per i procedimenti addottati e forzature degli stessi, sia per contenuti tecnici. Lasceremo a chi di dovere di esaminare se possano essere ravvisati elementi che inficiano definitivamente per altre vie quanto fino ad oggi è stato fatto – ha asserito i responsabile del Comitato – questo è un passaggio che non avremmo voluto fare in quanto abbiamo molto rispetto delle istituzioni. Noi non abbiamo mai parlato contro quest’ultime ma sempre invitato al dialogo sulla base di elementi di confronto, come indagini, documenti e il parere di esperti in materia. Tuttavia non abbiamo mai potuto confrontarci sul merito. Riteniamo che ora la misura sia colma”.

“Forse siamo ancora in tempo per far si che questi soldi vengano dirottati su altre iniziative – ha dichiarato Starc – . In altre città hanno cambiato le proposte di PNRR è sono state accettate. Noi vorremmo che anche qui una riflessione sia fatta e che si dia avvio a una modifica per non perdere i finanziamenti” – ha concluso il leader del Comitato.

 

 

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