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lunedì, 3 Ottobre 2022

“Virus del Nilo”, acclarati due nuovi casi in FVG. Istituito test obbligatorio per i donatori di sangue

09.08.2022 – 12:20 – Continua senza tregua in Friuli Venezia Giulia il monitoraggio del Coordinamento del Dipartimento Trasfusionale sel Servizio Sanitario Regionale in merito all’individuazione di casi di “West Nile”, più comunemente noto come “Virus del Nilo”. Presente in Europa già una decina d’anni, il virus si trasmette attraverso la puntura di una zanzara della famiglia Culex, anch’essa presente in Italia già da tempo, e ha periodo di incubazione compreso tra i 2 e i 14 giorni ma nei soggetti con deficit al sistema immunitario i primi sintomi possono verificarsi anche dopo 21 giorni. I sintomi più comuni dell’infezione si presentano simili a quelli di un raffreddore estivo tra cui quelli più comuni come febbre, mal di testa, nausea e linfonodi ingrossati  che durano pochi giorni ma la maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Nei soggetti più deboli possono però insorgere anche problemi neurologici del tipo meningite e meningo-encefalite. Secondo il portale dell’epidemiologia per la Sanità Pubblica, EpiCentro, i sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette, come disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma e in casi estremi può causare un’encefalite letale. Dopo il caso acclarato nel pordenonese lo scorso 6 Agosto, nelle scorse ore altri due casi sono emersi, sempre in Friuli, nell’udinese. Al momento tutti sono in buona salute e le loro condizioni non desterebbero preoccupazione. A renderlo noto il Vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, evidenziando che nella nostra Regione sono state adottate le misure di sorveglianza per la prevenzione dettate dal Ministero della Salute. L’attenzione delle istituzioni a riguardo rimane alta in quanto è proprio nella stagione estivo-autunnale che il “West Nile” vive il suo periodo di massiva diffusione. Nel frattempo, la Direzione Centrale Salute, in sintonia con la rete trasfusionale, ha precauzionalmente inserito immediatamente il test del “Virus del Nilo” per tutti i donatori di sangue. Il lotti di sangue contaminato sono stati bloccati.

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