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lunedì, 15 Agosto 2022

Trieste, è polemica sull’abolizione del “Direttore dei Civici Musei”. Meno “tuttologi” e più responsabili

02.08.2022 – 07:00 – A partire dallo scorso primo Luglio, a Trieste, non esiste più la figura del Direttore dei Civici Musei; una decisione presa dall’Amministrazione Comunale per “smagrire” l’organigramma municipale istituendo per il settore museale un apposito amministratore ed una manciata di responsabili incaricati con criterio per gestire le attività delle diverse tipologie di museo quali ad esempio, i musei classici, i musei storici e quelli scientifici. Va così in pensione, dopo oltre 150 anni, la figura del Direttore “tuttologo” il quale, era chiamato alla gestione di tutte le realtà museali del Capoluogo Giuliano, talvolta, forse, trascurandone alcune e prediligendone delle altre più vicine alla propria formazione o specializzazione. Il nuovo organigramma del Comune di Trieste “ha meno generali e più colonnelli e capitani – ha affermato l’Assessore Comunale alla Cultura, Giorgio Rossi – una strategia che può essera valida tanto in guerra quanto nella gestione delle possibilità che una città come Trieste può avere. Abbiamo quindi pensato di istituire una figura amministrativa che coniughi il tutto; una figura fondamentale che sia in grado di osservare leggi e regolamenti, e quattro persone (già assunte 3) che si dedicheranno interamente alle attività museali dei diversi ambiti. Non abbiamo più la necessità di tuttologi – ha sottolineato Rossi – bensì di persone che ricoprano un ruolo nella loro realtà culturale. In altre parole “i conservatori sono quei colonnelli e quei capitani che noi vogliamo sul fronte operativo – ha rimarcato l’Assessore – ricordando che “i buoni risultati della Cultura a Trieste sono sotto gli occhi di tutti; certo, possiamo migliorare, ma i musei funzionano, il turismo sta andando molto bene e c’è un’attività integrativa tra i vari reparti”. “Dobbiamo pensare che il Comune è come un’azienda con mille problemi e mille difficoltà e credo che questa nuova regola possa funzionare. Se ci saranno margini di miglioramento apporteremo senza dubbio delle correzioni” – ha concluso Rossi.

Sin dalle prime ore dalla diffusione della notizia circa l’abolizione della figura del Direttore dei Civici Musei di Trieste, nel mondo della cultura locale (e non solo) non sono mancate critiche e polemiche nei confronti dell’attuale giunta comunale del Capoluogo Giuliano. In particolar modo, piuttosto aspra e pungente quella della Direttrice dei Civici Musei all’epoca dell’Amministrazione Cosolini, Maria Masau Dan, la quale, in un articolo pubblicato sul portale museidelfriuliveneziagiulia.com ha dichiarato che: “Se mai le sue gesta verranno raccontate in un museo cittadino, il Sindaco Roberto Dipiazza verrà ricordato come colui che ha interrotto una storia di 150 anni”. “Il Direttore di un museo – ha sottilineato Masau Dan – è una figura di grande prestigio sociale che esisteva dall’Ottocento a Trieste, e, in tutte le epoche, dall’Impero Asburgico al Fascismo alla Seconda Repubblica, nessuno ha mai messo in discussione la necessità di questa figura, alla quale sono sempre state richieste competenze specifiche”. “In realtà il timer – ha continuato l’ex Direttrice – era scattato già nel 2017 quando l’ultima apicale museale, Laura Carlini Fanfogna, era stata ingaggiata con un incarico a tempo determinato, che tra l’altro alla fine del periodo non venne stabilizzato (a differenza degli altri colleghi “a tempo”). Era la fase preparatoria della soppressione – ha commentato Masau Dan. E così tutto il lavoro si scarica sui conservatori, privati di qualifica, di soldi e di potere ma costretti a subire tutti i compiti del dirigente”.

Critiche più pacate, poi, sono state mosse da oltre 200 esponenti della cultura locale attraverso una lettera inviata al Sindaco tra i cui firmatari spiccano personalità come Giuliana Carbi (storica dell’arte), Veit Heineken (scrittore), Ariella Reggio (attrice) e Nicoletta Zanni (docente universitaria), in cui si chiede al Primo Cittadino di ritornare sui suoi passi circa la decisione di abolire la figura del Direttore dei Civici Musei, “un ruolo che di fatto ha definito negli anni, esercitando una notevole capacità di attrazione e di risorse, il profilo culturale della città”. “Se – si legge nella lettera – l’obiettivo primario di un’amministrazione comunale in campo culturale è quello di cercare e creare eventi che si riallaccino alla storia della città e contribuiscano a leggerne l’evoluzione, tale compito deve essere affidato ad una persona incaricata ad hoc. Trasferire la direzione di tutti i musei ad un dirigente dell’amministrazione comunale magari senza una preparazione in ambito specifico – continua la lettera – non risponde alle reali necessità dello sviluppo culturale cittadino. Lo stesso discorso vale anche per il servizio biblioteche accorpato sotto la voce scuola gestito dallo stesso dirigente. Il direttore dei musei – è scritto ancora nella lettera – muove dalle indicazioni della giunta comunale per definire proposte di politica culturale che poi vanno sottoposte al vaglio del Consiglio Comunale. C’è dunque, o ci sarebbe, nella carica, un fondamentale elemento di autonomia che è prerogativa di ogni attività di ricerca culturale. Senza un direttore, – si conclude la lettera – dietro l’angolo c’è il rischio di un impoverimento del ruolo dei musei e delle biblioteche anche come elemento di promozione turistica”.

Tale missiva, poi, è stata oggetto di discussione, grazie all’intervento del partito Adesso Trieste, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale. Nelle scorse ore, attraverso un comunicato, la direzione di AT tramite il suo leader, Riccardo Laterza, ha dichiarato che l’abolizione del Direttore dei Civici Musei di Trieste “è solo l’ultimo atto della totale mancanza di una politica culturale in città. Chi si interessa a vario titolo di cultura a Trieste lamenta da tempo poca consapevolezza da parte dell’Amministrazione delle risorse e delle forze presenti sul territorio, pressoché nessuna ricezione delle richieste, assenza di strumenti che permettano un migliore coordinamento delle azioni e un’efficace comunicazione di quanto viene fatto”. Criticata poi da parte di Adesso Trieste la risposta dell’Assessore alla Cultura Rossi il quale alla domanda di attualità presentata da AT ha risposto che “i risultati sono sotto gli occhi di tutti, e i pochi scontenti lo sono per consuetudine”.

Nella mattinata di ieri, nell’ambito della conferenza stampa di presentazione del Trieste Rock Summer Festival, evento musicale di grande richiamo per gli appassionati del genere, l’Assessore Rossi non ha esitato a dare la sua risposta alle critiche mosse dall’opposizione dichiarando che: “Ad eventi come questo (il TRSF), c’è sempre il pieno di persone di ogni ordine, ceto sociale e religione. Questa è la cultura” – ha sottolineato Rossi.  “La cultura – di un altro tipo, quella di chi vuole insegnarci come la facciamo, – ha continuato l’Assessore – lasciamola pure fare a loro. Noi andiamo avanti per la nostra strada in quanto (le critiche) non minano quello che è il nostro impegno e la nostra forza. Alla mia età, di quello che mi dicono e di quello che mi scrivono non interessa nulla. Andiamo avanti così ragazzi – ha continuato Rossi – continuamo ad impegnarci affinchè il prossimo anno, nel 2023, faremo vedere chi siamo e cosa facciamo. Se oggi abbiamo ottenuto 80, il prossimo anno otterremo 160. Dobbiamo decuplicare le nostre forze ed io confido in voi (negli artisti ed organizzatori di eventi culturali, musicali, teatrali, ndr). So distinguere nella mia vita la gente brava, ambiziosa, competente, gente che è arrivata a grandi livelli, dalla gente che non sa nemmeno prendere una scopa in mano. Confido in voi artisti, e vi invito a tenervi distanti da chi vuole darci un insegnamento su come dobbiamo vivere. Noi fino a prova contraria siamo gente libera” – ha concluso l’Assessore.

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