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lunedì, 3 Ottobre 2022

Teatro Tripcovich, a fine ottobre il cantiere per la demolizione

03.08.2022 – 10.32 – Emergono nuovi cronoprogrammi e nuove tempistiche per l’eliminazione del Teatro Tripcovich, edificio anni Trenta un tempo stazione delle autocorriere. Ipotizzando che le offerte e la procedura per affidare la demolizione alla ditta vincente procedano senza rallentamenti, Il Piccolo prevede che il cantiere partirà dalla fine di ottobre. La distruzione avverrà ad opera dello studio Mads, smontando lentamente l’edificio. Niente esplosivi, a differenza di quanto avverrà con la Ferriera di Servola: troppo alto il rischio, specie considerando la densità urbana e la presenza, nell’area fognaria sottostante, del torrente Chiave/ Klutsch.
Nell’occasione verrà probabilmente modificato l’hub degli autobus, con possibili modifiche all’orario e al numero delle corse di qualche linea che opera nell’area. Non vi dovrebbero però essere modifiche al traffico. L’operazione dovrebbe richiedere due mesi, in tempo per Natale: successivamente inizierà la rimodellazione della Piazza, con lo spostamento nella nuova area verde della statua di Sissi e una maggiore ariosità dello spazio complessivo.

Il ruolo di Piazza della Libertà come stazione di transito verso l’Istria e il Friuli obbligò, negli anni Trenta, alla costruzione di un edificio per le autocorriere, progettato dagli ingegneri Giovanni Baldi ed Umberto Nordio. Completata nel 1935, la nuova “Stazione Comunale Autolinee” utilizzava come materiale innovativo il cemento armato, sebbene non si caratterizzasse per una particolare grazia costruttiva. Un casermone di cemento, semplice e funzionale. Durante l’ultimo decennio del novecento (1992) lo si recuperò come teatro per sostituire il Verdi e il Rossetti che attraversavano una fase di delicati restauri. Ci si limitò però a un intervento superficiale, inserendo finte colonne neoclassiche e una facciata rosso-nera. Gli interni invece si rivelarono particolarmente pregiati sotto il profilo acustico, sebbene mantenendo il classico impianto della “scatola nera”.
L’abbattimento del Teatro Tripcovich era stato autorizzato dalle autorità competenti già nel 2019, perchè oltre a non avere elementi decorativi in senso proprio, occlude la visuale sui varchi liberty di Giorgio Zaninovich, la cui realizzazione originariamente completava il perimetro di una Piazza della Libertà molto più grande, molto più ariosa di quella odierna.
Il recupero del Porto Vecchio potrà in tal senso procedere in sintonia con un recupero della stessa, adiacente, Piazza Libertà che potrà tornare a svolgere il ruolo di “ambasciata” per i visitatori che scendono dal treno.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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