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lunedì, 15 Agosto 2022

Permesso d’uscita per il mega yacht russo “A”: è ordinaria manutenzione

05.08.2022 – 12.25 – Lo Yacht a vela “A” ieri ha compiuto un breve viaggio nel golfo di Trieste, della durata di qualche ora, mantenendosi comunque a breve distanza dalla costa. Successivamente, nelle prime ore del pomeriggio, ha nuovamente gettato l’ancora nell’usuale luogo di sosta da qualche mese, dinanzi al Porto Vecchio.
Come mai questo breve tragitto, questa “passeggiata” marina? Gli edifici vanno incontro a un rapido degrado, quanto più vengono abbandonati: per un edificio storico è preferibile che rimanga utilizzato da qualcuno che sia anche un’azienda o un’industria che lo maltratta, piuttosto che venga chiuso e sigillato. Il degrado si verifica nelle condizioni di abbandono totale, di immobilità; e lo stesso, coi dovuti distinguo, vale per il panfilo di lusso russo che necessita, affinché non rimanga danneggiato, di continuo esercizio, di essere “usato”. In maniera non dissimile da un’auto che, spenta troppo a lungo, inizi a perdere componenti importanti. Si è trattato di brevi spostamenti; ma come un carcerato, hanno dovuto essere autorizzati dalla Capitaneria di Porto e dall’Agenzia del Demanio. Non vi sono invece novità, secondo il Piccolo, a proposito degli interventi di manutenzione che dovrebbero svolgersi presso l’arsenale di San Marco.

Il giocattolone a vela dell’oligarca russo Andrey Igorevich Melnichenko, dal valore di 530 milioni di euro, era stato sottoposto a “congelamento amministrativo” nel bacino del cantiere di carenaggio di Fincantieri a fine marzo 2022. E’ sbagliato scrivere di sequestro, perchè lo stato italiano non è divenuto proprietario dello yacht, né lo ha nazionalizzato. Piuttosto l’immensa struttura di carbonio, legno teak e metallo è stata “bloccata”, con l’obiettivo che l’oligarca non ne ricavi alcun introito. Guadagno che, potenzialmente, andrebbe a sostenere lo sforzo bellico russo in Ucraina. Insomma, lo stato non se ne è appropriato, ma lo ha solo “immobilizzato”, in attesa che le sanzioni terminino. Non deve muoversi, né fruttare introiti allo stato russo; ma questo è quanto.
Pertanto lo Yacht andrebbe conservato nella sua interezza, onde restituirlo tale e quale. Un notevole grattacapo, considerando come lo Yacht sia particolarmente costoso da mantenere, con il sovrappiù di un ampio equipaggio specializzato, mesi addietro pronto a soddisfare i capricci dell’oligarca.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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