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lunedì, 15 Agosto 2022

Lavoro, MIB Trieste: “Grande richiesta di competenze digitali in FVG”

03.08.2022 – 13:00 – Le aziende in FVG cercano figure professionali orientate nei settori digitali, della sostenibilità e del cambiamento. Questo è quanto emerso da una indagine condotta su 87 aziende di medie e grandi dimensioni del FVG realizzata dal MIB Trieste school of management in occasione della prima di due tavole rotonde organizzate nell’ambito del progetto “Anticipare il futuro: nuovi paradigmi, nuove tecnologie, nuove competenze” finanziato da Fondirigenti. Una cinquantina tra imprenditori, dirigenti, docenti universitari e di istituti superiori si sono confrontati su quali siano le figure professionali emergenti e soprattutto su quale sia il percorso per formarle e immetterle nel mercato del lavoro.
I risultati evidenziano una grande richiesta di persone da inserire nel management di medio livello, i cosiddetti “white collar”, dove sono richieste competenze di data science, project management, tecnico-ingegneristiche ma anche di digital marketing e sostenibilità. Se la richiesta di white collar si attesta a circa il 64,7% delle necessità degli intervistati, a livello di figure dirigenziali, ricercate da una quota pari al 14,8%, tra i nuovi profili spiccano quelli di change manager e di diversity manager. Nel primo caso si tratta di un professionista responsabile della gestione dei processi di cambiamento all’interno delle aziende, che riguardano in particolare la gestione del personale e alla necessità di instillare nelle persone l’attitudine al cambiamento. Il diversity manager è una persona che affianca il responsabile delle risorse umane e che lo aiuta a massimizzare i vantaggi derivanti dalla diversità, siano queste di genere, di cultura, di orientamento sessuale.
Sempre presente anche la richiesta dei cosiddetti “blue collar”, ricercati da un’impresa su cinque che mira ad assumere figure di tecnici specializzati come meccanici, elettricisti, idraulici, manutentori e tecnici elettronici.
Assumono sempre più importanza le cosiddette “soft skills”, quelle attitudini personali come l’intelligenza emotiva, la gestione del rischio e dell’incertezza che garantiscono una buona prensione sulle vicende, prescindendo dall’apporto specialistico.
Riassumendo, risultano fondamentali delle figure capaci di coniugare competenze verticali (specialistiche) con quelle orizzontali come un bagaglio digitale e relazionale ben sviluppato.
Sul tema è intervenuto Francesco Venier, direttore executive education al MIB: “Si è discusso in particolare su come formare queste nuove figure e come poi metterle in contatto con le aziende che le ricercano. La risposta è stata quella di rafforzare in maniera significativa la sinergia tra mondo produttivo e istituti formativi”. Ha inoltre proseguito affermando che il MIB “sta definendo due executive program part time di sviluppo manageriale da 12 crediti l’uno che si articoleranno su sei appuntamenti di due giorni, venerdì e sabato, nell’arco di sei mesi. I due mini-master sono disegnati per fornire i più attuali e innovativi strumenti gestionali a manager di imprese in evoluzione, che si trovano a fare i conti con un ambiente complesso, volatile e incerto e intendono affrontare con successo progetti di innovazione e cambiamento. Il primo executive program in agile management partirà nel prossimo mese di ottobre”.

[e.r.]

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