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lunedì, 15 Agosto 2022

Generali avverte la svalutazione in Russia, ma mantiene il Piano 2024

03.08.2022 – 12.31 – La guerra Ucraina-Russia e le conseguenti sanzioni intaccano il giro d’affari di Generali, ma senza rallentare significativamente una crescita dei profitti superiore all’anno precedente: l‘utile netto nel primo semestre 2022 risulta infatti in calo a 1.402 milioni per le svalutazioni in Russia; eppure il risultato rimane sopra le attese degli analisti così come l’utile operativo che continua a crescere e arriva a 3,1 miliardi (+4,8%), grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita, Danni e Holding e altre attività.
Dalle pagine della relazione finanziaria emerge anche che Caltagirone, attraverso VM 2006, prosegue nella sua battaglia e il 25 luglio ha impugnato la delibera dell’assemblea di Generali sulla nomina del cda davanti al Tribunale di Trieste. Il Leone risponde di seguito che “la società conferma la piena legittimità della nomina” e ricorda che il 19 luglio il Tribunale aveva rigettato la richiesta di VM 2006 di nominare un procuratore speciale per la Compagnia, “appurata l’assenza di conflitto di interessi tra la società e gli organi che ne hanno rappresentanza”.

“Siamo stati in grado di raggiungere questi risultati in un contesto di crescente incertezza geopolitica e macroeconomica” ha commentato i risultati della relazione finanziaria il ceo di Generali Philippe Donnet, che ha confermato gli obiettivi del piano al 2024.
“Le discussioni fra gli azionisti non ci hanno fatto cambiare idea sulla validità del nostro piano. E confermo che siamo completamente impegnati a realizzarlo”, ha affermato il ceo, smentendo le voci di diatribe interne.
Le sfide poste dal contesto internazionale appaiono comunque ingenti: si parte con la partecipazione nella russa Ingosstrakh, svalutata del 70%, proseguendo con le incertezze sugli stessi titoli italiani. Insicurezze sulle quali pesa la fine del governo Draghi e le elezioni ormai prossime: “Sono molto fiducioso delle capacità della politica e delle istituzioni italiane a mettere su in piedi un governo responsabile e che continui la strada delle riforme”.
Non è peraltro l’allargamento dello spread Btp-Bund ad aver fatto peggiorare l’indicatore di solidità di capitale, Il Solvency ratio, che al 29 luglio è sceso al 223% rispetto al dato di fine giugno, quando era pari a 233%. La variazione è in gran parte dovuta all’acquisizione de La Medicale. Il Cda che lunedì ha approvato la semestrale ha anche dato il via al buyback, in esecuzione della delibera dell’assemblea del 29 aprile scorso, con un esborso massimo di 500 milioni di euro per il riacquisto di azioni proprie fino al 3% del capitale.

[z.s.]

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