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venerdì, 30 Settembre 2022

Wärtsilä, politica e sindacati fanno scudo ai lavoratori

19.07.2022 – 09.13 – Un primissimo passo verso la risoluzione della crisi Wärtsilä è stato fatto. Ieri pomeriggio la regione ha incontrato i rappresentanti sindacali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, quelli di UGL e di USB, l’unione sindacale di base che rappresenta la maggioranza dei lavoratori dell’indotto. L’amministrazione regionale si è da subito resa disponibile a portare al tavolo di discussione con il Mise (che verrà convocato in tempi rapidissimi, già la prossima settimana) non solo la problematica generale che riguarda la decisione dell’azienda di dismettere la produzione, ma anche i problemi legati ai lavoratori delle aziende dell’indotto, trattando entrambi gli argomenti come fosse un’unica crisi occupazionale e della conseguente messa a rischio – tra maestranze dirette e indotto – di quasi 700 posti di lavoro. È stata una chimera. Parti sociali e rappresentati regionali hanno convenuto che, sulla base dello storico dei rapporti con la società finlandese, gli accordi e le proclamazioni di questi anni fossero una fantasticheria. Ma un primo obiettivo è stato raggiunto: capire che percorso dare alla vertenza e come impostare le convocazioni ministeriali.

Una strada che la regione vuole intraprendere con fermezza, per ottenere il ritiro della procedura di cessazione dell’attività produttiva dello stabilimento di San Dorligo della Valle. Come hanno spiegato i vertici regionali – Rosolen, Bini e Fedriga – c’è stupore e l’amarezza da parte dell’Istituzione pubblica a fronte dell’atteggiamento dell’azienda, che “in ogni sede e a ogni tavolo ha sempre dichiarato la volontà non solo di continuare la produzione ma di voler ulteriormente sviluppare l’attività dello stabilimento triestino”. C’è poi, come è stato sottolineato dai tre rappresentanti della Giunta, la parte relativa ai notevoli finanziamenti pubblici – regionali e nazionali – di cui ha beneficiato Wärtsilä in questi anni e in considerazione dei quali “la multinazionale finlandese non può permettersi di intraprendere dall’oggi al domani questo tipo di scelte, lasciando nell’incertezza centinaia di lavoratori del nostro territorio”. 

“La regione si è messa dalla parte giusta del tavolo, questo va detto – esordisce USB – Bisogna difendere Trieste, bisogna difendere la sua industria. A prescindere da bandiere e posizionamenti, tutte le parti sindacali devono mettersi a lavorare assieme per portare a casa questa partita, che non sarà semplice”. “È stato molto importante incontrare il presidente Fedriga e l’assessore Rosolen – conferma l’UGL – abbiamo espresso preoccupazione anche per quei fornitori di componenti, che tra qualche tempo potrebbero essere colpiti dalla crisi, aumentando così il danno sul territorio”. Fanno eco anche le segreterie di Filcams, Fisascat e Uiltucs, specificando che le azioni da intraprendere nei confronti dell’azienda dovranno essere prese “in relazione a ciò che riguarda l’unicità della vertenza Wärtsilä e nel rispetto di tutti i lavoratori che dalla vertenza verranno interessati”. 

Era previsto per il 22 un presidio, organizzato da USB, sotto la prefettura in coincidenza con la riunione della decima commissione della camera dei deputati. Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di anticipare di un giorno la manifestazione. USB ha perciò ricalendarizzato la mobilitazione del 22 annunciata ieri, per aderire a quella lanciata dalle altre sigle, prevista per il 21 luglio alle 15 e 15. Un modo per non scompattare i ranghi e mantenere l’unione d’intenti necessaria ad affrontare una crisi come quella del polo industriale giuliano. “Come USB – spiega il sindacato – proclameremo per quella giornata lo sciopero generale di tutta la città per quanto riguarda il lavoro privato per permettere a tutti i lavoratori che vogliono partecipare di essere presenti”. 

Sostegno anche dal mondo politico. “Fratelli d’Italia si schiera a fianco dei lavoratori di Wartsila Italia, e di tutto l’indotto, senza se e senza ma – fanno sapere in una nota – Giovedì in piazza ci saremo anche noi e inviteremo tutti gli eletti negli enti locali e nostri tesserati e simpatizzanti a sostenere il sacrosanto diritto di tanti triestini e triestine di avere un lavoro”. La segreteria provinciale del PD è pronta ad unirsi: “La battaglia per l’industria triestina deve diventare finalmente prioritaria, come stiamo chiedendo da tempo”, spiegano. Infine, l’invito di Giorgio Cecco (Progetto FVG): “Saremo presenti e invitiamo tutti a partecipare”. 

mb.r

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