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martedì, 6 Dicembre 2022

Triestina, Bonatti ai tifosi: “Abbiamo i mezzi per creare simbiosi e…Unione”

16.07.2022 – Allenatore giovane, come giovane è la nuova proprietà e come giovane è la rosa che il direttore generale Giancarlo Romairone sta costruendo. Questo è il profilo del nuovo allenatore della Triestina, Andrea Bonatti, 38 anni da compiere il prossimo 6 agosto e all’esordio da primo allenatore sulla panchina di una prima squadra, dopo la proficua esperienza tra le giovanili di una squadra che la gioventù ce l’ha nel nome, la Juventus. Per il tecnico bresciano, però, la chiarezza di idee e di propositi pare quella di allenatori ben più navigati. Il neo allenatore della Triestina si è raccontato in un’intervista al collega Roberto Urizio della testata sportiva cittadina City Sport, toccando diversi punti: dal rapporto con la tecnologia alla sua idea tattica, passando per le motivazioni che lo hanno portato prima a Torino e poi alla Triestina, fino agli obiettivi e alle prospettive alabardate.

Un tecnico giovane, dicevamo, per una proprietà giovane. Ma, mentre i nuovi patron alabardati sono immersi nella tecnologia avendola resa il proprio business, altrettanto non si può dire di Bonatti. “Non mi vergogno di avere un cellulare vecchio, alla tecnologia preferisco la relazione.” ha spiegato il tecnico. Al di là di questo, Bonatti ha affrontato il discorso relativo al modo di stare in campo che ha in mente per la sua nuova Triestina. “Il mio obiettivo – ha spiegato l’allenatore – è avere dei principi di riferimento, ma bisogna saper adattarsi di volta in volta alle condizioni della partita e degli avversari.”. Non esclusivamente possesso palla né soltanto difesa bassa e contropiede: la Triestina che ha in mente Bonatti è una squadra camaleontica, capace di leggere le varie situazioni e di affrontarle alla miglior maniera. Di base, il modulo dovrebbe essere lo stesso 4-4-2 impiegato con i giovani bianconeri, ma è tutt’altro che un dogma: “L’importante – sostiene Bonatti – è adattarsi ai giocatori a disposizione e alle caratteristiche degli avversari. In campo il sistema di base viene dopo le rotazioni e i principi di superiorità numerica e di posizione.”.

Bonatti spiega quindi le motivazioni che lo hanno spinto a venire a Trieste e ripensa alle differenze tra l’ambiente giuliano e quello bianconero. “L’esperienza alla Juventus l’ho fortemente voluta per mettermi in gioco in una situazione aziendale complessa. Qui – spiega invece parlando della Triestina – c’è tutto da scoprire e spero di integrarmi nel miglior modo possibile alla nuova realtà.”. Tutto da scoprire, già: compresi i traguardi a cui la Triestina potrà arrivare già in questa prima stagione della nuova era. “Tutti noi vorremmo vincere – ammette Bonatti – ma, per evidenti ragioni di tempo, siamo un cantiere aperto. Il direttore Romairone sta cercando di accelerare i tempi, abbiamo una rosa in costante evoluzione e questo rende difficile dire un obiettivo concreto. Avremo modo di conoscerci, posso garantire che vogliamo essere competitivi ma nei fatti non è ancora quantificabile in quale misura riusciremo ad esserlo.”.

Nel mercato in corso, la Triestina sta lavorando per il momento soprattutto sui giovani. Ma l’estate è ancora lunga e sulla rosa bisognerà ancora lavorare. E il mister ha già le idee chiare su come deve essere composta la rosa: “Vogliamo costruire un gruppo completo e omogeneo anche dal punto di vista anagrafico – spiega Bonatti – perché la freschezza del giovane è un valore aggiunto ma puoi pagare in fatto di esperienza ed è un fattore da considerare. Ci sono elementi di valore – prosegue poi il tecnico riferendosi ai giocatori presenti in rosa dalla passata stagione, su cui sono in corso delle valutazioni – poi tutto dipende dalle dinamiche di mercato. Per quanto mi riguarda, do delle indicazioni tecniche, per quanto concerne nomi e gestione di queste situazioni, è compito del direttore e noi ne abbiamo uno bravo.”.

Bonatti conclude riferendosi ai tifosi, reduci da annate deludenti che sembrano aver un po’ “raffreddato” l’amore per la squadra o, quantomeno, instillato nei supporters alabardati disillusione e scetticismo. Il tecnico ha la ricetta per provare a riaccendere la passione del tifo: “Faremo di tutto per far valere quel senso di appartenenza a cui credo tanto. Nella mia esperienza a Salerno – ricorda il tecnico – abbiamo vinto dieci partite nei minuti di recupero, non per caso. Sono convinto che abbiamo i mezzi che creare anche qui simbiosi e unione. Ed è proprio la parola più giusta qui a Trieste.” conclude Bonatti.
[E.R.]

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